Cronaca

Il lascito Burri diventa una sezione permanente del Museo Civico di Crema

“Un sogno di Carla che si realizza”. Grazie al Comune di Crema e all’associazione ‘Popolare per il Territorio’ domenica verrà inaugurata una sezione permanente al museo civico, dedicata alla celebre collezione egizia di Carla Maria Burri. Cremasca classe 1935, è stata una figura che lasciato un solco profondo nell’ambito del mondo culturale, accademico, istituzionale nazionale e internazionale, del Cairo e dell’Istituto Italiano di Cultura in particolare. Con proprio testamento olografo, Carla Burri ha lasciato “le collezioni archeologiche” nonché “tutti i libri” al “Museo e alla Biblioteca di Crema, con preghiera di creare una sezione di arte egizia e greco-romana”.
Ora si restitituisce a Crema il suo lascito. Si è scelto di presentare al pubblico i principali reperti egiziani della collezione Burri inserendoli in un percorso espositivo denominato “Egitto Restituito”, con allusione alle tribolate vicende che hanno finalmente visto il Museo di Crema come loro legittimo destinatario. L’acquisizione della collezione Burri da parte del Museo Civico di Crema e del Cremasco è stata, infatti, particolarmente complessa e travagliata: un primo lotto di reperti è giunto nel 2010 allorché il Comune di Crema aveva appreso con ritardo del lascito, mentre un secondo è stato acquisito dal Museo nel 2019, transitando prima dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio della Lombardia, a seguito di un sequestro operato dal Nucleo Carabinieri per la Tutela dei Beni Culturali.
Lo studio scientifico della collezione è stato affidato al Dr. Christian Orsenigo dell’Università degli Studi di Milano che, lavorando in stretta collaborazione con la Soprintendenza archeologica, è anche autore del catalogo scientifico e degli approfondimenti tematici raccolti nella pubblicazione. Importante anche il contributo del professor Gian Pietro Basello dell’Università di Studi l’Orientale di Napoli che ha condotto un approfondimento su tre mattoni (rarissimi esempi) dalla ziqqurat di Chogha Zanbil risalenti al XIV sec. a.C. – di cui uno eccezionale nella sua integrità – caratterizzati da un’iscrizione sulla costa in elamico.
Alla presentazione interverranno anche Maria Cristina Guidotti, curatrice della sezione egizia del Museo Nazionale di Firenze, e i Funzionari della Soprintendenza, Nicoletta Cecchini e Francesco Muscolino, che hanno seguito e accompagnato il percorso che domenica si conclude.
L’inaugurazione si svolgerà domenica 7 aprile alle 16.30.

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