Riforma sanità: solo l'8% dei malati cronici cremonesi ha aderito ai 'percorsi di cura'
In provincia di Cremona i pazienti cronici che hanno sottoscritto un PAI (piani assistenziali individuali) sono solo 9.479 su 117.591 cronici, pari all’8,1%. E’ uno dei dati forniti in commissione Sanità dall’assessore al Welfare Giulio Gallera e fotografa la situazione al 12 febbraio 2019. “La presa in carico dei pazienti cronici, fortemente voluta dalla giunta regionale, è un grande fallimento”, commenta il consigliere regionale Matteo Piloni.
“La Regione sui cronici ha fallito e i numeri lo testimoniano, nonostante l’investimento di 231 milioni di euro – dichiara ancora Piloni -. Il nuovo percorso non piace ai medici nemmeno con le nuove regole con cui la giunta ha cercato di correre ai ripari, tanto che i numeri di adesione sono rimasti invariati da giugno dello scorso anno ad oggi. Ancora meno sono convinti i cittadini che evidentemente non ritengono di affidarsi a un solo gestore per la cura della propria patologia. La Lombardia sta perdendo tempo inseguendo una riforma sanitaria che dopo tre anni e mezzo non sta dando i risultati annunciati: nulla di fatto per la medicina territoriale, non ci sono ancora quei presidi ospedalieri territoriali dove i cittadini avrebbero dovuto ricevere cure primarie e specialistica ambulatoriale. I lombardi si devono accontentare di trovare il loro medico di base poche ore al giorno per cinque giorni la settimana e sono quindi spesso costretti a rivolgersi ai pronto soccorso o alla guardia medica. Intanto, molte altre regioni che investono da tempo sulla medicina del territorio hanno luoghi distribuiti capillarmente, dove i medici sono presenti sette giorni su sette per parecchie ore al giorno, ed è li dove anche i pazienti cronici trovano tutte le cure di cui hanno bisogno”.