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Nuovo Munari:
è boom di iscritti
Tadi soddisfatto

Pierluigi Tadi

È raggiante Pierluigi Tadi, dirigente scolastico dell’Istituto d’istruzione superiore Munari, che dopo la recente riorganizzazione dell’offerta scolastica provinciale, oltre ai corsi del vecchio liceo artistico, ha arricchito la proposta didattica con il liceo delle scienze umane e quello economico-sociale. “Come primo anno del nuovo Munari, non potevamo aspettarci di meglio – ci dice il preside, numeri alla mano – con ben 265 ragazzi di terza media, che hanno scelto per il prossimo anno il nostro istituto”. Ed in effetti si tratta di numeri importanti, considerando che due anni fa il solo liceo artistico faceva segnare 92 iscritti in prima, e lo scorso anno, 141: “Registriamo un apprezzamento dei genitori e degli studenti per la nostra qualificata offerta formativa. Ma questo è il risultato di un lavoro di squadra – aggiunge il preside – dal dirigente, ai collaboratori, a partire da Raffaella Sangiovanni e Laura Lisè, referente della commissione orientamento”.

Investimenti. Ingenti anche gli investimenti che la dirigenza del Munari ha affrontato in questa prima parte dell’anno nella sede di Largo Falcone e Borsellino, fino allo scorso luglio, associata al Racchetti-Da Vinci: “Abbiamo speso fino ad ora circa 80 mila euro per implementare i laboratori, le linee internet e dotare tutte le 22 aule di Lim”, dice il preside, secondo il quale, i due corsi dell’ex Racchetti-Da Vinci hanno beneficiato della nuova organizzazione all’interno del Munari.

Due classi in più. Quanto ai numeri, in totale l’istituto presenterà 2 classi in più rispetto alla situazione odierna, in particolare 4 classi prime per il liceo delle scienze umane e 2 classi prime per il liceo economico sociale. Conferme per i numeri dello scorso anno, al liceo artistico, tra i pochi in Italia ad avere attivati tutti i 6 percorsi liceali: architettura, audiovisivi, design, grafico, scenografia, figurativo, senza dimenticare la classe del percorso tecnico grafico. Per un totale complessivo di circa 1200 alunni, per i quali gli spazi cominciano ad essere ridotti. Alla prova dei fatti, conclude il dirigente Tadi, “i numeri ci danno ragione e l’offerta del nostro istituto ha trovato il giusto appeal tra i ragazzi e le famiglie, consolidandosi quale polo liceale alternativo in città”.

Scuola e territorio. Un Istituto, il nuovo Munari che vuole essere sempre più collegato al territorio in cui opera, anche attraverso momenti formativi con ospiti del mondo produttivo locale. Si inserisce in questo ambito il convegno che si terrà venerdì 8 marzo, presso la sede di via Piacenza, dal titolo “prospettive, opportunità e rischi per l’economia del nostro territorio”. L’incontro è destinato agli studenti del triennio del liceo economico sociale e avrà quali relatori il presidente dell’Associazione Industriali di Cremona Francesco Buzzella e il presidente di Asvicom Cremona Berlino Tazza.

Ilario Grazioso

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