Cronaca

Partnership per l'arte tra Crema e Mantova grazie al Rotary Club

Nel prossimo autunno, il Museo civico proporrà una straordinaria mostra su Aurelio Buso. E l’iniziativa rientrerà tra gli eventi collaterali della grande esposizione che il Palazzo Ducale di Mantova dedicherà nello stesso periodo al grande Giulio Romano. “Cupido” dell’intesa raggiunta ieri in città tra il direttore della reggia gonzaghesca, Peter Assmann, e il conservatore del Museo civico, Matteo Facchi, è stato il Rotary Club Crema, riuscito nell’intento di ospitare alla sua conviviale di ieri la grande personalità austriaca. Il numero 1 del “Ducale” è arrivato a Crema alle 18 di ieri, accolto dal presidente del Rotary Alfredo Fiorentini, insieme all’assessore alla Cultura, Emanuela Nichetti, il direttore dei Servizi culturali del comune Francesca Moruzzi e, appunto, Facchi. “E’ cosa fatta”, ha scandito all’istante Assmann, subito dopo aver ricevuto la proposta di partnership per la mostra cremasca. Da lì, allora, sempre in estemporanea, la visita a Campagnola, presso laboratorio di restauro dove Paolo Mariani sta facendo “rivivere” alcune tra le opere che saranno oggetto dell’esposizione cremasca. La bellezza di Mantova. La rinascita del Palazzo Ducale. Ma anche il peso opprimente della burocrazia italiana. E’ stato un intervento appassionato e a tratti gustoso quello del poliedrico storico dell’arte austriaco, arrivato dal Tirolo a Mantova 4 anni fa con la riforma Franceschini. Tra gli aneddoti raccontati durante la cena, presso il ristorante “Il Ridottino” (dove Deborah Duva aveva realizzato dei Menù con la pianta della reggia gonzaghesca ricamata a mano in copertina), sede del Rotary, quello scaturito dalla domanda di un socio sul suo rapporto con il “sistema Italia”: “Mia figlia è attrice al teatro di Vienna – questa la risposta – ma quel teatro è nulla rispetto a quanto ho visto qui”. E ancora: “Saputo che Mantova sarebbe diventata capitale italiana della cultura 2016, ho chiesto al Ministro 12 milioni di euro per le iniziative da mettere in campo. Incredibile, sono arrivati in 3 settimane. Ero felicissimo, ma poi…ho scoperto che avuti quei fondi, in Italia, era praticamente impossibile spenderli: gare, garette, carte bollate…”. Ad ascoltarlo, tra soci e ospiti, una quarantina di persone. Grande la soddisfazione di Fiorentini, che ancora una volta è riuscito non solo a caratterizzare le conviviali serali del Club (l’ultimo martedì del mese) con ospiti di grande rilievo, ma pure creando un filo rosso tra questi e la nostra città. In pieno spirito rotariano, secondo il motto “Servire al di sopra di ogni interesse personale”.

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