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'Quando la Lega si occupa di
Crema dà sfogo alla fantasia,
invero ragguardevole'

A pochi giorni dal voto amministrativo del 2017 un suo volantino trasformò l’elezione del sindaco in un referendum “Sì-No Moschea” (con l’unico epilogo che l’intelligenza dei cremaschi poteva sancire); per far fronte alla situazione ritenuta “emergenziale” per la sicurezza cittadina aveva proposto, durante la campagna elettorale per le regionali, l’intervento dell’esercito (sic); ora si dichiara pronta a valutare la possibilità di denunciare il sindaco Bonaldi in seguito alle prese di posizione sul decreto sicurezza.
È vero che Crema ha tratto tanto dall’aver ospitato un film di caratura internazionale, ma il grottesco e il surreale li lasciamo volentieri ai film di Fellini, piuttosto che alla politica cittadina.
Le forze che amministrano Crema, invece, si impegnano ad essere concrete, che è ciò che a loro chiedono i cittadini.
E per quanto riguarda il “decreto sicurezza”, che, a dispetto del nome, tratta in prevalenza politiche migratorie, non si può che essere preoccupati di fronte allo smantellamento del sistema d’accoglienza, dalla cancellazione degli SPRAR alla rimozione, anche retroattiva, dei permessi umanitari. Perché? Perché estromettere dai canali di accoglienza non significa aver trovato una soluzione alla gestione delle richieste d’asilo: rendere la vita ancora più difficile ai richiedenti asilo non li farà scomparire da questo Paese. Il rischio grave è l’aumento della clandestinità e della marginalità, vista anche l’impossibilità dei rimpatri in assenza di accordi con i Paesi d’origine.
La ragion d’essere del decreto sicurezza è propagandistica, allo stesso modo delle bordate della Lega cremasca: serve per ingigantire il problema, piuttosto che risolverlo. Un problema che si ripercuote poi sulle amministrazioni locali, che sono chiamate a fronteggiare gli errori compiuti dal governo centrale. Ecco perché l’iniziativa di tanti sindaci italiani, compreso quello di Crema, è utile: devono essere messe in campo tutte le azioni necessarie per gestire le situazioni indesiderate che si possono venire a creare a causa dell’inefficacia del decreto sicurezza.
Questo per tutelare l’interesse dei territori e, i leghisti non pensino che ci stancheremo mai di dirlo, le vite dei poveri disgraziati in cui molti politici non vedono esseri umani, ma carne da campagna elettorale. Perché sul tema dell’immigrazione possiamo accettare  di perdere voti, ma non la nostra umanità.
Jacopo Bassi – Capogruppo PD Crema
Il testo è stato condiviso anche dagli altri capigruppo di maggioranza: Emanuele Coti Zelati (La sinistra), Walter Della Frera (Crema Bene Comune), Franco Lopopolo (Cittadini in Comune), Tiziana Stella (Crema città della bellezza).

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