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Degrado in via Ponte della
Crema: da 6 mesi alloggio
popolare sfitto e da sanificare

L'inquilino era stato trovato morto a giugno, in mezzo a un mare di sporcizia. Da allora la situazione non è cambiata: alla finestra sono ancora appesi i pantaloni del pigiama.

Hanno bene da lamentarsi i cittadini che si trovano in attesa dell’assegnazione di un alloggio popolare. A Crema, a pochi passi dal centro, si trova uno dei tanti appartamenti sfitti, una casa popolare che da mesi è abbandonata nel degrado dopo che il precedente inquilino è stato trovato morto.

Lo scorso giugno i vicini di casa avevano allertato le forze dell’ordine in seguito a due giorni passati con un odore acre nelle narici, proveniente dall’ultimo piano del condominio di via Ponte della Crema, al numero 11. Un 50enne, in carico ai servizi sociali comunali, è deceduto per cause naturali nella sua abitazione. Ciò che ha sconvolto il vicinato non è stato tanto questo, quanto lo stato del domicilio dell’uomo che, stando ai racconti, aveva più la parvenza di una discarica che di una casa.

A distanza di sei mesi, appesi alla finestra che dà sulla strada, si vedono ancora i pantaloni del pigiama dell’uomo, contornati dagli escrementi di piccione che sporcano gli scuri. La casa pare fosse stata momentaneamente chiusa all’accesso, ma solo per i primi giorni. Chiedendo al vicinato se qualcuno di competenza sia mai passato per sanificare l’appartamento in seguito all’accaduto, che ha attirato sul posto roditori e insetti, ci viene risposto che no, la casa è stata lasciata così com’era stata trovata.

Oltre il problema igienico-sanitario e quello sociale delle liste d’attesa per l’assegnazione degli appartamenti, c’è anche un lato umano che merita di essere sviscerato. Chiunque, entrando dalla stretta porticina a vetri dell’immobile e salendo lentamente le scale, può notare il disordine e la sporcizia, della quale devono certamente rispondere in primis gli inquilini. Incontrandoli, però, si incontra faccia a faccia la fragilità, l’incapacità di prendersi cura di sé stessi.

Tra le ragnatele e altri oggetti abbandonati, spicca una bolletta del servizio idrico, intestata all’uomo deceduto la scorsa estate. Anche le chiavi dell’appartamento sono poggiate al davanzale della finestra, accanto ad un fazzoletto sudicio. Sono probabilmente inutili, così come lo sono i sigilli ormai strappati. Ciò che preoccupa è la possibilità dell’abusivismo, forse scongiurata dalle penose condizioni della casa.

Ambra Bellandi

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