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Corpo Bandistico
di Ombriano e Lilt,
binomio vincente

Nella bella chiesa parrocchiale di San Benedetto, e qui va un doveroso grazie al parroco Don Luigi Agazzi, sabato sera si è svolto il concerto “Gran Galà classico” che il Corpo Bandistico G. Verdi di Ombriano- Crema ha realizzato in collaborazione con la LILT (Lega italiana per la lotta ai tumori). Il Gruppo locale della LILT, particolarmente affiatato ed attivo, trova nella collaborazione con il Corpo Bandistico la possibilità di raccogliere fondi per proseguire nella propria preziosa opera di assistenza e cura nei confronti delle varie patologie legate ai tumori, questi in sintesi i concetti affidati dal presidente dell’Associazione Cortesini alla presentatrice nei ringraziamenti iniziali.

La serata poi è entrata nel vivo con l’inizio del programma che ha sentito risuonare le note dell’Overture del Tancredi di Rossini, del quale quest’anno ricorrono i 150 anni dalla morte. Poi i famosi e sempre amati temi di Traviata, richiamati nel dolcissimo Preludio, ci hanno ricordato Violetta, questa fanciulla che persa nei vizi terreni è riuscita a sublimarsi attraverso l’amore per il suo Alfredo diventando quasi un angelo. Ma subito irrompe irruente la Danse diabolique travolgente, turbinosa e diabolica. Angeli e diavoli, ancora la musica potente di Verdi con il suo Dies irae dalla Messa da Requiem, i sonori squilli di tromba che risvegliano le anime dei morti, il cielo si squarcia, la folgorante luce di Dio pervade tutto: è il giorno del Giudizio universale.

Sicura e impetuosa, drammatica e furiosa, dolce e struggente è la bacchetta di Eva Patrini, non lascia spazi ad esitazioni o incertezze, chiede il massimo ai suoi musicisti e l’organico risponde fedele al proprio direttore. Anche nella seconda parte del concerto si sono avvicendati brani che pur appartenendo ad un repertorio squisitamente classico, hanno conquistato il pubblico accompagnandolo ora nelle foreste della Gallia con la stupenda Sinfonia della Norma di Bellini, ora sulle rive dei fiumi di Babilonia con il malinconico canto degli esuli ebrei nel Va pensiero del Nabucco, ora nelle gioiose strade di una Vienna ottocentesca con Ein morgen ein mittag und ein abend in Wien di Suppè, per finire nel tempio di Dagon a Gaza con l’orgiastica Danse Baccanale tratta dal Sansone e Dalila di Saint Saën. Non poteva mancare il bis: Dies irae, non poteva essere altro, questo brano è stata la luce più fulgida che ha illuminato la notte. Il pensiero è andato a chi ieri sera non era là al suo solito posto: Antonio Zaninelli, ma siamo sicuri che ha gioito per gli applausi convinti e sinceri rivolti alla sua Banda. Il suo amore per la musica e per l’arte, la sua passione e la decennale dedizione uniti al lavoro paziente e competente del Direttore Eva Patrini hanno forgiato una realtà quale quella di questo complesso bandistico, che rappresenta una ricchezza per tutti sia come esempio di dedizione e impegno, non dimentichiamo che tutti questi musicisti sono volontari, sia come esempio di fare gruppo per dare sempre il massimo in ogni esibizione.
L’anno delle celebrazioni del 170 dalla fondazione non è ancora concluso, prossimo appuntamento il Concerto di Natale del 22 dicembre presso il Teatro San Domenico di Crema con un programma di grande prestigio, tra cui la Rapsodia in Blu di George Gershwin.

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