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Consiglio comunale
Niente liquidazione
per Cremasca Servizi srl

Lunga seduta del consiglio comunale quella di lunedi 1 ottobre, per discutere di numerosi punti all’ordine del giorno iniziata con il ricordo di Enzo Maggioni. Due gli argomenti che hanno però animato la discussione: l’approvazione del bilancio consolidato con il problema tecnico sollevato dalle minoranze, rispetto agli adempimenti relativi al tardivo invio della corposa documentazione ai consiglieri e soprattutto, la deliberazione con la quale contrariamente a quanto approvato un anno fa, il consiglio comunale non procede alla liquidazione di Cremasca Servizi srl. Il documento, illustrato dal sindaco Stefania Bonaldi è stato approvato con gli emendamenti proposti dal consigliere Beretta: a favore la maggioranza e lo stesso Beretta, astensione della Lega e della consigliera Zanibelli. Molto critico il Movimento 5 stelle, che non ha partecipato al voto.

Bonaldi: “Non c’è stato dietrofront”
La normativa sulle partecipate pubbliche (cd legge Madia) impone agli enti locali un’analisi approfondita della mission e dell’oggetto sociale delle proprie partecipate, al fine di valutare l’obbligatorietà o meno della dismissione. Il 28 settembre 2017 ha ricordato il sindaco, nell’ambito del piano di razionalizzazione delle società partecipate, si decideva di mettere in liquidazione entro un anno Cremasca Servizi srl. A distanza di un anno, la situazione in evoluzione motiva la scelta di non procedere più alla messa in liquidazione della società e la delibera adottata “è la presa d’atto del mantenimento di Cremasca Servizi srl. Non c’è stato un dietrofront” ha precisato il sindaco.

Un anno di cambiamenti
È stato un anno ricco di cambiamenti: dal recesso da Scrp di 8 comuni, “una ferita per il territorio, ma ci sono 45 comuni che vogliono andare avanti”, dice il sindaco, all’assemblea dei sindaci soci di Scrp dello scorso luglio, che ha impegnato l’organo amministrativo a portare a termine l’opera di dismissione delle attività industriali, assicurando la continuità dei servizi svolti, attuando un progetto di società in house, con i sindaci dei comuni più piccoli che potrebbero contare di più. Un situazione che non è ferma, ma in evoluzione, i sindaci stanno discutendo e giovedì si avrà un altro importante momento, con l’assemblea dei soci di Scrp. Una situazione che vede la posizione del comune di Crema, conclude il sindaco, nell’alveo di quanto contenuto nella delibera n. 85 del 2013, che dava l’avvio all’articolato percorso di riorganizzazione e razionalizzazione delle partecipazioni societarie.

Gli emendamenti
Accogliendo i due piccoli emendamenti proposti dal consigliere Simone Beretta, il consiglio comunale delibera di “prendere atto che è in corso il confronto tra i Comuni soci di SCRP al fine di addivenire all’assunzione di una delibera assembleare d’indirizzo che dia eventualmente avvio alla messa in liquidazione di SCRP, con l’assegnazione al liquidatore di obiettivi e criteri vincolanti, nonché approvi l’intesa tra gli stessi Comuni soci che consenta l’eventuale ricollocazione in capo a Consorzio.it delle attività già affidate ad SCRP e non destinate alla dismissione, in coerenza con il già condiviso obiettivo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie, così da giungere ad un’unica società territoriale dei servizi direttamente partecipata e controllata dai Comuni del Cremasco”.

Le critiche
Manuel Draghetti evidenzia come nella conferenza dei capigruppo si era discusso di una semplice informativa al consiglio, successivamente trasformatisi in delibera. Per il M5S si tratta di “una delibera che non prende nessuna decisione”, ma testimonia una mancanza di strategia organica circa l’assetto dei servizi pubblici locali. Draghetti si interroga sul costo alla collettività di “questo fare, disfare, mantenere tutte queste scatole cinesi”. La Lega, con Andrea Agazzi rimprovera al sindaco continui cambi di rotta: “L’amministrazione soffre di annuncite e il sindaco fa dietrofront – ha dichiarato Agazzi – questa delibera crea incomprensioni e litigi”. Agazzi invita il sindaco ad assumere nell’assemblea di giovedì un atteggiamento diverso e costruttivo, provando a non perdere il controllo di questo territorio. Per Laura Zanibelli, la delibera ha un significato politico, ed il sindaco avrebbe dovuto chiedere al consiglio con quale mandato andare a discutere giovedì in assemblea sul futuro di Scrp.

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