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Ozono: livelli sempre
più preoccupanti
nel Cremasco

Sono sempre più elevati i valori di ozono a Crema e nel territorio cremasco. A superare il valore obiettivo è il massimo giornaliero della media mobile su otto ore consecutive, (che viene determinata esaminando le medie consecutive di 8h, calcolate in base ai dati orari e aggiornate ogni ora), fissato a 120 µg/m3.

In particolare, nella giornata di mertedì 17 luglio la stazione di Arpa Lombardia ha misurato 125 microgrammi per metro cubo. Ma è ieri, mercoledì, che si è toccato il massimo del mese di luglio: 142 µg/m3.

Si tratta di parametri da tenere monitorati con particolare attenzione, soprattutto a fronte dei numerosi effetti nocivi di questa sostanza per la salute umana: riduzione della funzionalità polmonare e irritazione degli occhi.

Anche i materiali subiscono effetti negativi (cracking delle gomme) e le piante subiscono il blocco della fotosintesi (con conseguenti danneggiamenti delle coltivazioni anche distanti dai centri abitati).

Per prevenire la formazione di ozono troposferico, bisogna agire sul suo precessore: gli ossidi di azoto che si formano nei processi di combustione e i
COV. Per ridurre le emissioni di questo inquinante, la combustione può avvenire in diversi modi: combustione a più stadi, ricircolo dei gas di combustione, controllo della temperatura, premiscelazione del combustibile gassoso col comburente, combustione catalitica.

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