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Il questore Bonaccorso
spiega la Mafia, da Riina
ai rapporti con lo Stato

Ieri sera, martedì 10 luglio, alle 21.00 in largo Falcone e Borsellino, si è svolto l’incontro pubblico cui ha partecipato il Questore di Cremona Dott. Gaetano Bonaccorso. L’incontro si inserisce nell’ambito dell’iniziativa “ 57 giorni di legalità” organizzato dalla Consulta dei giovani e promossa dall’Assessorato alle Politiche Giovanili di Crema, con lo scopo di riflettere sul tema della criminalità organizzata, conoscerne l’origine, l’evoluzione e l’operato di chi la combatte giorno dopo giorno. 57 sono i giorni che intercorrono tra l’assassinio di Giovanni Falcone e quello di Paolo Borsellino.

Nel corso della serata è stato analizzato quanto è avvenuto tra gli anni ’80 e ’90 nella Sicilia ad opera dell’organizzazione criminale e mafiosa “Cosa Nostra”, con particolare riguardo al periodo di in cui a capo dell’organizzazione criminosa vi erano i corleonesi. L’analisi si è sviluppata con riferimento agli elementi fondanti dell’evoluzione storica dell’organizzazione criminale nel suo passaggio dalla gestione di Salvatore Riina al suo successore Bernardo Provenzano. Durante l’intervento il Questore ha fornito anche un quadro attualizzato della presenza e configurazione della criminalità organizzata anche nel nord Italia.

La serata si è conclusa con la risposte che il Questore di Cremona ha fornito alle numerose domande poste dai partecipanti all’evento. In particolare hanno destato interesse i temi del rapporto tra mafia e antimafia, della presenza della mafia al nord, dei rapporti tra mafia e Stato e della capacità dell’organizzazione criminale di infiltrazione nei settori istituzionali.

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