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Un nome per i parchi di San Bernardino

Lettera scritta da Tarcisio Zaffardi

In quel di San Bernardino a Crema ci sono due parchi,quello di via XI Febbraio e quello di Via Enrico Martini.
Poco tempo fa, durante un pubblico incontro l’assessore Matteo Gramignoli,ha presentato una proposta di un consigliere comunale, che sottoscrivo pienamente, di dare un nome a queste strutture e non poteva cadere scelta migliore di intitolare uno di questi parchi a un personaggio storico di San Bernardino :Don Vincenzo De Maestri,curato ,parroco e infine cappellano della medesima parrocchia per 78 anni e morto all’età di 100 anni, il 4 marzo 2013. Prete della gente,dell’oratorio, della messa mattutina,della parola di Dio, del confessionale,della carità e cantore di Dio attraverso il suono dell’organo e la composizione di Messe e mottetti ( suo è l’inno a San Bernardino) e uomo a cui tutti volevano bene. Don Vincenzo è stato legato a quel territorio di Via XI Febbraio,Via Brescia ,Via XXV Aprile ,ecc che gira attorno alla chiesa, oratorio, casa parrocchiale e a tutte le persone in esso presenti che hanno conosciuto e collaborato con don Vincenzo. Mi sembra quindi che il parco da dedicare a Don Vincenzo sia quello di Via XI Febbraio, là dove egli ha vissuto, la storia e la geografia di Don Vincenzo sono qui legate.
Il quartiere e il parco di Via Enrico Martini è nato dopo che Don Vincenzo non era più parroco di San Bernardino e quindi solo marginalmente Don Vincenzo ha incrociato la storia di quel quartiere.
Pertanto mi sembra doveroso avanzare la proposta che anche questo parco abbia una sua intitolazione e propongo il nome di Nelson Mandela, anch’egli morto all’età di 95 nello stesso anno di Don Vincenzo e precisamente il 5 dicembre del 2013. Già la città di Crema ha voluto ricordare Mandela dedicandogli la scuola di via Curtatone e Montanara. Allora perché il parco Mandela?
Il parco in oggetto è delimitato dalla vie:
Enrico Martini ( nato 200 anni fa e che possiamo considerare un patriota delle guerre di indipendenza)
Salvador Allende( eletto democraticamente presidente del Cile nel 1970 e tragicamente morto l’11 settembre del 1973 a seguito del colpo di stato del generale Augusto Pinochet che istaurò una dittatura fascista) e Benjamin Moloise ( poeta e attivista politico del ANC in lotta contro la segregazione razziale ,apartheid, in Sudafrica,impiccato nel 1985 all’età di 30 dopo 3 anni di carcere,quando tutta l’opinione mondiale si era mobilitata per salvare la sua vita).
Mi sembra allora che tra questi personaggi, che hanno lottato per la libertà e la democrazia dei popoli, si possa senza dubbio porre accanto Nelson Mandela, dedicandogli il parco racchiuso tra le vie sopra citate. Nelson Mandela sudafricano, nato nel 1918 e morto nel 2013 a 95 anni,27 dei quali passati in carcere perché avvocato e difensore della comunità di colore segregata in miserabili sobborghi urbani e riserve. Mandela è il protagonista principale della fine dell’apartheid in Sudafrica fino a diventarne il presidente dal 1994 al 1999 portando avanti il processo di riconciliazione e pacificazione di tutto il Sudafrica, tanto che nel 1993 ricevette, assieme a Frederik de Kierk, il premio Nobel per la pace, estendendo a tutta la popolazione del Sudafrica gli stessi diritti civili.
Vorrei ricordare Nelson Mandela anche come grande appassionato e protagonista del Rugby.
La sua storia è immortalata nel film “INVICTUS” con la regia di Clint Eastwood ,tratto dal libro di John Carlin intitolato “Ama il tuo nemico”.
Nel 1995 il Sudafrica ospitò il campionato mondiale di rugby ( a cui partecipò anche l’Italia). La finale si disputò tra il Sudafrica ( gli Springboks) e la Nuova Zelanda (gli All Blacks). Vinse il Sudafrica ai tempi supplementari con il punteggio di 15 a 12 con un drop decisivo di Joel Stransky.
Nelson Mandela riuscì a trasformare una “cosa da bianchi”,odiata dai neri, in una opportunità per unire il Sudafrica: “one team, one country” (una squadra, una nazione).In quella squadra era schierato un solo giocatore di colore,oggi anno 2018 Siya Kolisi diventerà il primo capitano di colore.
Dio lo sa quanto abbiamo bisogno ancora oggi di rifiutare ogni forma di segregazione, per una umanità diversa, per dare speranza a chi vive nella miseria e che Crema sia una città umana, di aggregazione.
Il Salmo 91 dice del giusto che “Nella vecchiaia ancora darà frutti ,sarà sempre fecondo e verdeggiante”.
Per i due parchi di San Bernardino sarà bello ricordare questi due “nonni” che ci guardano:
:Don Vincenzo De Maestri e Nelson Mandela. Propongo e me lo auguro.

 

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