Cronaca
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Gemellini con due padri: mondo cattolico in trincea Divisa la società civile

L’atto di trascrizione sul registro dell’anagrafe firmato il 9 maggio dal sindaco Stefania Bonaldi ha riaperto in città il dibattito sull’omogenitorialità, le famiglie arcobaleno e i diritti dei bambini.

La politica si è spaccata, con il centrodestra che ha preso una forte posizione (specialmente Forza Italia) contraria, il centrosinistra che da sempre fa dell’uguaglianza il proprio cavallo di battaglia e il Movimento 5 Stelle che vede nell’atto del sindaco il riconoscimento ai bambini il diritto ad avere una famiglia.

Anche la società civile e i cattolici si trovano divise in due fazioni ben distinte. E mentre cresce l’attesa per l’editoriale di don Giorgio Zucchelli – direttore del settimanale diocesano ‘Il Torrazzo’ – che sarà titolato “Diritti”, la comunità gay accoglie con entusiasmo l’atto del primo cittadino. “Il Comune di Crema, come altri, sta dando corso al diritto di vedere riconosciute ai bambini le figure genitoriali, indipendentemente dal sesso di queste”, ha commentato Gabriele Piazzoni, segretario nazionale Arcigay, forte della convinzione che “un diritto è un diritto. Punto”.

Piazzoni sottolinea come i figli di coppie eterosessuali, concepiti con gpa (gestazione per altri) o con tecniche non ancora legali in Italia, che richiedono la trascrizione all’anagrafe “non suscitano tutto questo scalpore. Eppure il procedimento è il medesimo.  La trascrizione effettuata dal sindaco annulla il pensiero che esistano bambini di serie A e serie B”. La speranza della comunità LGBT è che “la spinta dal basso (da parte dei Comuni, ndr) ponga il tema al legislatore, così da colmare il vuoto normativo”.

E se il segretario di Arcigay tratta il tema morale, l’avvocato Marcello Palmieri (che collabora con il quotidiano cattolico ‘Avvenire’) riporta l’attenzione a quello giuridico. “Gli italiani che vogliono fare ricorso all’utero in affitto si recano all’estero al solo fine di eludere la legge italiana, nella quale la maternità surrogata è vietata dalla legge 40”, spiega Palmieri. In casi come questi “la circolare ministeriale tra Interni ed Esteri prevede che quando due genitori chiedono la trascrizione all’anagrafe e si sospetta una maternità surrogata, il Comune è invitato a segnalare la notizia di reato alla Procura. E qualora si riscontri effettivamente l’illecito, potrebbe esserci una condanna penale per coloro che hanno fatto ricorso all’utero in affitto”.

Un discorso simile può essere applicato al Diritto civile: “In ambito giuridico si sta discutendo se la trascrizione che sancisce due uomini quali genitori di un bambino, non sia contrario all’ordine pubblico. Se l’autorità competente, verificando i casi sottoposti, riscontrasse il problema, tra qualche anno bambini come questi potrebbero ritrovarsi con un genitore solo”.

Ambra Bellandi

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