Cronaca
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Skarrozzata: ancora in campo per la cultura dell'inclusione

“Se ci si muove insieme, ci si muove meglio”. Sono state le parole che hanno concluso la Skarrozzata, pronunciate da Cristina Piacentini (referente del comitato ‘Crema Zero Barriere’ – ndr).

Dopo l’iniziativa dello scorso ottobre nella quale gli amministratori locali avevano testato cosa significhi spostarsi a Crema con una sedia a rotelle, questa mattina la Skarrozzata è stata aperta a tutti i cittadini. Un’iniziativa preparata per mesi, cui hanno partecipato nuovamente diversi assessori e consiglieri comunali. Il vicesindaco Michele Gennuso ha sottolineato: “Mi aspettavo più persone prendere parte a questa passeggiata su due ruote. Ma sono convinto che abbiamo fatto bene a dare il nostro appoggio al Comitato, perché significa che il tema necessita davvero molta attenzione e visibilità”.

Già, perché se è vero che in città persistono ancora tante barriere fisiche, “pur avendo lavorato in questi anni in alcuni punti problematici” ha dichiarato l’assessore ai Lavori Pubblici Bergamaschi, l’ostacolo spesso più insormontabile è quello mentale.

“Non si tratta solo dei disabili, ma anche di mamme con i passeggini, anziani che faticano a spostarsi… Tutti, in una città, hanno diritto a circolare liberamente”, ha specificato Enrico Ercolani, bolognese ideatore della Skarrozzata. Parole che hanno fatto seguito a quelle di Jacopo Melio (intervenuto tramite videoconferenza), fondatore della Onlus #vorreiprendereiltreno: “Siamo noi a creare la disabilità, ogni volta che lasciamo la macchina sul marciapiede giustificandoci con un ‘questione di due minuti'”. Una condanna alla superficialità che spesso, troppo spesso, prende spazio nelle azioni quotidiane delle persone.

La mattinata è proseguita con la presentazione dell’Osservatorio sulle Barriere Architettoniche, strumento del quale si doterà a breve il Comune di Crema e cui prenderanno parte politici e tecnici della macchina amministrativa, oltre agli esponenti di diverse realtà associative. L’obiettivo è quello, entro un anno, di stendere il PEBA (piano eliminazione barriere architettoniche) in modo da intervenire dove necessario. “Non vogliamo né possiamo fare promesse di una città senza barriere tra 5 anni. Ma la responsabilità che il Comune vuole assumere è quella di lavorare coralmente perché la città diventi sempre più inclusiva”, ha concluso Bergamaschi.

“Domani questa iniziativa farà nascere delle polemiche – ha aggiunto Melio – Qualcuno dirà che è solo uno spot per attirare l’attenzione. Andiamo avanti lo stesso. Aver provato una carrozzina vi farà alzare molto più ricchi di quando vi siete seduti”.

Ambra Bellandi

 

 

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