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Il sindaco Grassi: 'Da
Scrp nessuna risposta
alla richiesta di assemblea'

Antonio Grassi (in primo piano)

Una lettera rimasta senza risposta, quella inviata lo scorso marzo a Scrp firmata da 14 soci. A denunciarlo il sindaco di Casale Cremasco Antonio Grassi: “Avevamo chiesto di convocare un’assemblea della società in relazione alla delibera dell’Anac che boccia l’atto di cessione del 51 per cento di Lgh ad A2A. L’operazione vede coinvolta Scrp e il suo Cda che l’ha avallata senza chiedere ai soci di esprimersi, anche se – bontà sua – si è premurato di informarli della decisione presa”.

Il primo cittadino lamenta che non siano state inviate neppure “Due righe, poche parole per dire «convoco l’assemblea» oppure «non convoco l’assemblea»” da parte del presidente Pietro Moro, il cui silenzio ” ha confermato il distacco abissale esistente tra i vertici societari e i soci”. Un mancato dialogo, che secondo Grassi non aiuta il clima tra Cda e azionisti.

“Non si può escludere che il presidente debba ancora valutare la questione e quindi attenda a scrivere le due righe citate sopra. L’opzione non è peregrina, ma validata dai tempi biblici di Scrp – ironizza Grassi – società rinomata per la cautela con la quale prende le decisioni. Le soppesa, le analizza, le cambia più volte. Passano mesi e anni prima che una scelta venga resa definitiva. Un dato è certo, Scrp non può essere accusata di decisioni avventate, istintive, impulsive. Scrp è accorta, meticolosa, guardinga, prudente”.

“Con una sola eccezione – rimarca – la cessione del 51 per cento di Lgh ad A2A e la vendita delle azioni della stessa A2A incassate a copertura di parte del compenso concordato. Detto, fatto. In un battibaleno si sono susseguite: decisione, informazione, vendita, incasso, monetizzazione delle azioni senza coinvolgere direttamente i soci in questo ambaradan. Poi è giunta la delibera dell’Anac, ma non è un problema. Nel bilancio 2017 era già stato previsto un accantonamento di  695 mila «riguardante il contenzioso della procedura  seguita per la realizzazione di tale accordo», ancora prima del pronunciamento dell’Anac. E così Scrp si è dimostrata anche lungimirante. Non male”.

“Per un quadro completo delle ipotesi sull’assenza di risposta del presidente Scrp occorre segnalare anche quella legata alla non appartenenza dei 14 soci nell’oligarchia formata da quattro soci, che insieme detengono quasi il 50 per cento delle azioni della società e da soli possono imporre le scelte alla restante compagine azionaria. E’ un guaio non appartenere all’élite. Ma è risaputo: noblesse oblige, al popolo le brioche di Maria Antonietta”.

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