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Bocciatura partnership Lgh
A2a, Coordinamento sindaci:
'Non scelta sprovveduta'

A distanza di una settimana dalla notizia della presa di posizione dell’Anac sul matrimonio Lgh-A2a (che contesta la procedura, non la partnership, ndr) il coordinamento dei sindaci cremaschi si esprime al riguardo, sottolineando come ” il Territorio, e le patrimoniali socie di LGH, non hanno affrontato quella operazione a cuor leggero e con sprovvedutezza o superficialità”.

Una scelta che a suo tempo era stata “sostenuta da studi di fattibilità, autorevoli pareri legali e piani industriali di altissima competenza”. Documenti e valutazioni tecniche e legali che evidenziano come l’operazione non si sia configurata come una semplice acquisizione societaria, bensì come “un accordo industriale fondato su elementi di ‘unicità’ del partner, per una serie di elementi peculiari: la contiguità territoriale, la affinità degli asset societari strategici gestiti, i caratteri di esclusività di una multiutilty lombarda, la condizione di partecipazione maggioritaria da parte di Enti Locali”.

Le valutazioni circa il vantaggio economico e la valenza industriale dell’operazione “sono state favorevoli ed i riscontri successivi lo hanno dimostrato. Uno su tutti il parere dell’Antitrust, che seppure con alcune prescrizioni ha dato il via libera all’operazione. Oggi Lgh è un gruppo ben organizzato, che gode di buona salute e ha davanti importanti prospettive di crescita, con grande capacità di investimento: grazie alla partnership con A2A registra innegabili benefici. Tutto questo significa e ha significato alimentare un indotto, dare lavoro alle nostre imprese, a cominciare da Linea Gestioni, che opera nel Cremasco ma non solo, essa infatti sviluppa la propria azione su moltissimi dei territori dove il gruppo opera”.

Alcuni sindaci (con Grassi in testa) hanno chiesto spiegazioni a Scrp circa le prospettive future. “E’ giusto – si legge nel comunicato del Coordinamento –  sebbene le censure di ANAC sulla procedura seguita non travolgano affatto il futuro dell’accordo industriale esistente, tuttavia occorre anche chiedersi quali fossero allora le strategie alternative suggerite, in quanto i dibattiti del tempo non ebbero mai a mettere in luce fondate contrarietà o alternative serie. Certamente il documento di Anac impone di fare chiarezza una volta per tutte sulle procedure da adottare in caso di partnership industriale. In tal senso auspichiamo una impugnativa del pronunciamento e una difesa delle ragioni che hanno sostenuto l’operazione”.

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