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Rete ConTatto: una brochure
per avvicinarsi ancora di più
alle donne vittime di violenza

Le vincitrici del bando di Rete ConTatto

In Italia, dal 1 gennaio 2018, sono state uccise 18 donne. Secondo i dati diffusi dal Viminale i femminicidi sono l’unico reato che nel 2017 è aumentato, mentre tutti gli altri sono in calo.

“Molte donne vittime di violenza non sanno come farsi aiutare, non conoscono i propri diritti e le persone a cui appellarsi per uscire dalla violenza”, hanno spiegato le volontarie di Rete Con-Tatto Crema Daniela Venturini e Cecilia Gipponi, che per questo hanno pensato di distribuire una brochure che possa avvicinare le donne vittime di violenza e che le informi.

Nel volantino sono riportate le varie forme che può assumere la violenza, quali diritti hanno le vittime (assistenza legale e psicologica, allontanamento della persona violenta…) e i numeri utili che è possibili contattare per ottenere un aiuto concreto.

La brochure e la relativa locandina sono state realizzate tramite un bando, della Rete stessa, rivolto agli studenti del liceo artistico Munari e del corso grafico dello Sraffa. Serena Misseroni e Giulia Colpani hanno vinto il bando per la locandina, “che riporta l’immagine speculare di una donna, come se si guardasse allo specchio ‘sana’ e picchiata: “Abbiamo scelto il rosso per le scritte perché fosse d’impatto sul nero”. La miglior brochure l’ha realizzata Greta Cazzamalli: “All’esterno, rosso su sfondo nero, c’è una donna con un occhio pestato, mentre dentro una ragazza sulla cui schiena nuda è scritto ‘Nessuno ha chiesto cosa indossasse il mio stupratore'”.

Presenti in conferenza stampa anche l’ispettore superiore del Commissariato Ciro Cozzolino e il luogotenente dei carabinieri Gianpiero Cerruti, che hanno sottolineato la vicinanza delle forze dell’ordine alle donne vittime di violenza e il grande lavoro di soccorso che viene svolto ogni giorno.

Il volantino verrà stampato in più lingue e distribuito nei luoghi “dove pensiamo di riuscire a intercettare il maggior numero possibile di donne”, hanno concluso le volontarie della Rete.

Ambra Bellandi

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