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Valentina Pitzalis ospite del
Rotary S.Marco: autoironia e
sorriso combattono violenza

“Non sono un esempio, non voglio esserlo. Io sono un monito e un’esperta della sfiga”. E’ incredibilmente autoironica Valentina Pitzalis, e ha un sorriso meraviglioso, quello che “nessuno può toglierti”. La 34enne sarda, data letteralmente alle fiamme nel 2011 da suo marito, l’uomo che diceva di amarla, è in questi giorni ospite del Rotary San Marco.
Valentina ha presentato il suo libro, scritto insieme a Giusy Laganà “Nessuno può toglierti il sorriso”. Un racconto che narra la storia di quella Valentina “che non c’è più. Quella ragazza carina, piena di vita bruciata tra le fiamme di un inferno senza senso”.
Sei mesi di ospedale, innumerevoli interventi per cercare di restituirle un aspetto umano e le poche speranze di poter sopravvivere alle ustioni. Valentina ha perso il naso, le orecchie e la mano sinistra. Il suo viso, oggi, è fatto di innesti. Ma la sua femminilità è rimasta intatta; l’uomo che le ha distrutto la vita non è riuscito a togliergliela, così come non le ha tolto la forza. Perché questo è Valentina: la personificazione della volontà, della tenacia, della voglia di vivere.
“Io sono sopravvissuta, posso raccontare quello che mi è successo” e proprio per questo Valentina collabora con la Onlus “Fare x Bene”, tra le cui rappresentanti c’è proprio Giusy. Un incontro ad un convegno organizzato da Regione Lombardia lo scorso novembre ha fatto sì che le due donne incontrassero Lorenza Branchi, manager della Pallacanestro Crema (e presidente del Rotary San Marco) , squadra che porta avanti da due anni una campagna di sensibilizzazione contro la violenza alle donne, in collaborazione con la Rete Con-Tatto.
Così Valentina è venuta a Crema per raccontare la sua storia. Il libro è stato presentato alla Omnicos, azienda leader nella cosmesi che sostiene il progetto della Pallacanestro: “Nella nostra ditta il 65% dei dipendenti sono donne – ha spiegato il presidente Domenico Cicchetti – Questo perché crediamo che la parità di genere passi anche attraverso l’indipendenza economica femminile”.
Associazioni, azioni e progetti diversi, che però hanno tutti un obiettivo comune: combattere la violenza di genere. “Fare X Bene” entra nelle scuole per spiegare come riconoscere l’amore vero, per far sì che i ragazzi comprendano come ci si comporti e le ragazze possano riconoscere quelli che Valentina chiama “i campanelli d’allarme. Io non ho saputo riconoscerli. Non ci sono solo i lividi e le minacce: la violenza più subdola è quella dell’uomo che controlla la propria compagna 24 ore ore al giorno, che le dice come vestirsi, cosa mangiare, dove andare”. Controllo che il maschio esercita, seppur in contesti differenti, anche in giovanissima età.
“Il libro non narra solo l’orrore vissuto, ma anche e soprattutto la rinascita – ha sottolineato Valentina – Uscire dalla violenza è possibile e io ne sono testimonianza. Spero, finché vivrò, di continuare a fare quello che sto facendo. E se con questo lavoro riuscirò ad evitare ciò che ho sofferto io anche a una sola donna al mondo, allora ne sarà valsa la pena”.
Domani Valentina sarà madrina d’onore alla partita della Pallacanestro Crema, alle 18, presso il Pala Cremonesi.
Ambra Bellandi

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