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Il mea culpa del csx,
Virgilio: "Ripensare
tutta la leadership'

Il centrosinistra cremonese piange sui risultati usciti dalle Politiche, dove ha totalizzato una sconfitta su tutti i fronti. Nel pomeriggio l’annuncio delle dimissioni da segretario del Pd Matteo Renzi, che ha già chiesto la convocazione del congresso al presidente Orfini. “Un congresso vero, però”, che parta dalle primarie e in cui la linea del segretario sia poi quella effettivamente seguita.

“Hanno vinto Cinque Stelle e Lega – commenta il segretario provinciale Matteo Piloni – Il Pd, il mio partito, ha perso. E molto. C’è un gran lavoro da fare per ricostruire il centro-sinistra. E c’è un gran lavoro da fare soprattutto per questo Paese. Buon lavoro a chi ha ottenuto la fiducia degli italiani”. Più articolato il commento del vice Andrea Virgilio: “Il Pd è stato pesantemente sconfitto, sarebbe però un errore attribuire questa debacle a una sola persona. Oggi chiunque governa lo fa controvento, noi lo abbiamo fatto a mio parere anche bene, ma questa fatica richiedeva forte coesione, solidarietà interna e soprattutto capacità di stare dentro alle relazioni aperte e ai territori. Su questo abbiamo fatto fatica, su questo ci sono stati limiti, personalismi e poca generosità. Ho sempre creduto che una comunità di persone si alimenta quando il passaggio generazionale diventa un atto nobile di riconoscimento reciproco e non quando il nuovo e il vecchio danno il peggio di sé in una guerra di successione dove il merito rischia di diventare semplicemente il pretesto per un proprio posizionamento. Adesso è forse necessaria una discontinuità, anche nella leadership, consapevoli tuttavia che in questo modo non si risolvono i problemi: la crisi della politica è infatti soprattutto crisi del riformismo, in Europa come in Italia. Serve pertanto ricostruire il campo del centrosinistra senza le nostalgie del passato, senza partite a scacchi ma con grande concretezza, quella che per esempio molti nostri amministratori locali esercitano ogni giorno sul campo”.

“Una débâcle per il centro sinistra –  commenta così l’esito delle elezioni Alessia Manfredini, che sfidava Silvana Comaroli nell’Uninominale della Camera – anche se ritengo positivo il mio risultato personale, con 1071 voti in tutto il collegio e 439 a Cremona 439. Ringrazio per la fiducia ricevuta, oggi stesso ho contattato la Parlamentare Silvana Comaroli a cui ho augurato buon lavoro”.

Delusione in Liberi e Uguali, che nello stesso collegio di Manfredini e Comaroli schierava Annamaria Abbate (e Paolo Bodini al Senato)“A botta calda voglio esprimere tutta la mia amarezza – ha scritto su Facebook – Il risultato di Liberi e Uguali è molto al di sotto delle nostre speranze e aspettative ma non è questo che brucia di più. La scomparsa della Sinistra nel sentire degli italiani è un fatto inequivocabile e drammatico. Non è serio e non è onesto dare la colpa al brevissimo tempo avuto per far conoscere il nuovo simbolo o dare la colpa alle divisioni, ai personalismi, alle liste fatte male, ai fratelli coltelli. Per cambiare il sentire degli italiani bisogna agire seriamente e profondamente sul piano culturale. È indispensabile il coraggio di un pensiero lungo che abbracci l’orizzonte globale. È il momento di ripensare la Sinistra. Bisogna rimettersi in cammino, subito”.

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