Condizioni climatiche critiche, Tiranti: 'Chiudere le scuole e fare lezioni in remoto'
A Crema altro giorno di scuole aperte, nonostante la neve. Ma è davvero necessario? A chiederselo è Giuseppe Tiranti, docente del Pacioli di Crema, che propone la soluzione alternativa: perché non utilizzare la tecnologia per delle lezioni a distanza? “Tenere una lezione digitale o far lavorare un gruppo di studenti affidandosi alla tecnologia oggi non è più impossibile: perché continuare a mettere a rischio insegnanti, studenti e personale della scuola quando le previsioni meteoclimatiche assicurano criticità?” si chiede il docente.
“Gli strumenti per consultare, condividere e collaborare utilizzando computer, tablet o smartphone sono già presenti nelle scuole superiori del nostro territorio, i registri elettronici possono certificare presenze ed attività sfruttando la rete” spiega ancora Tiranti. “In questi due giorni (1 e 2 marzo 2018) le presenze in aula degli studenti si sono ridotte da un minimo del 30% ad un massimo del 90%, con notevoli restrizioni della didattica e della funzionalità dei servizi scolastici.
L’obiezione che viene rivolta è questa: non tutti gli insegnanti sono preparati all’utilizzo degli strumenti avanzati, non tutti gli insegnanti e gli studenti dispongono della connessione internet da casa. Alla prima obiezione si risponde che ormai sono più dieci anni che la scuola investe nella formazione digitale degli insegnanti, alla seconda obiezione si risponde cercando soluzioni : si potrebbe attuare una convenzione con tutte le biblioteche del territorio per far si che la loro apertura coincida con gli orari scolastici nei giorni di criticità meteo. Oppure basterebbe riflettere sul fatto che probabilmente ben pochi utenti di qualunque età non hanno connessione sul proprio cellulare. Con collegamenti on line si eviterebbe che insegnanti e studenti affrontino perigliosi viaggi per raggiungere, spesso in ritardo, aule spesso mezze vuote e poco riscaldate. Spostare le informazioni e non le persone è un traguardo oggi raggiungibile, perché non praticarlo?” si chiede ancora Tiranti.
Tutto ciò deve però fare i conti con una formazione digitale ormai decennale ma nei fatti ancora non obbligatoria per il personale della scuola e con contratti di lavoro che tendono a mantenere inalterate le precedenti condizioni, trattamento economico compreso. In questo scenario da frenetico immobilismo contingente al Pacioli pensiamo di studiare la fattibilità di un progetto di lezioni on Line interattive “ al bisogno” , per rispondere ad esigenze diverse, dalle emergenze legate alla salute per arrivare alle allerte climatiche” conclude Tiranti. “Non sarà la soluzione perfetta , che resta relegata al cassetto dei sogni, ma lo spettacolo a cui abbiamo assistito in questi due giorni di neve e gelo è stato comunque triste, un quasi del tutto inutile rischio per chi al lavoro e a scuola ha voluto esserci”.