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Quaresima, il messaggio
del Vescovo Daniele
alla comunità cremasca

«Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?» (Lc 24, 32)

“Così si dicono l’un l’altro i discepoli che hanno incontrato Gesù risorto sulla via per Emmaus. Anche noi intraprendiamo il cammino verso la Pasqua, per rinnovare l’esperienza dell’incontro con Gesù risorto, che rivela il volto del Padre e, con il dono dello Spirito Santo, accende sempre di nuovo, in noi e in tutta la Chiesa, il fuoco dell’amore di Dio”. Questo l’incipit del messaggio inviato dal Vescovo Daniele Gianotti per la Santa Quaresima alla diocesi di Crema.

Un fuoco di cui c’è molto bisogno, come ha ricordato papa Francesco nel suo messaggio per la Quaresima: dobbiamo essere consapevoli del rischio che, secondo l’avvertimento di Gesù, «per il dilagare dell’iniquità l’amore di molti» si raffreddi (cf. Mt 24,12).

“La Quaresima ci è donata come «tempo favorevole» perché, con l’aiuto di Dio, possiamo mettere un argine al «dilagare dell’iniquità» anzitutto in noi, rinunziando all’egoismo e al peccato per rinnovare, come faremo nella Veglia pasquale, il nostro sì nella fede in Dio Padre, nel suo Figlio Gesù Cristo e nello Spirito Santo – prosegue il Vescovo – Anche noi, come Gesù, lasciamoci condurre dallo Spirito per quaranta giorni nel deserto, nel «tempo della prova» (cf. Mc 1, 12-13), perché torni a splendere in noi la fiamma luminosa e ardente del Cristo morto e risorto, richiamata dal Cero pasquale, che accenderemo nella notte di Pasqua”.

Preghiera, digiuno, elemosina restano strumenti preziosi per vivere il tempo della conversione, “a patto di non praticarli in un’osservanza solo meccanica e formale, ma con verità e sincerità, nelle nostre attuali condizioni di vita. Potremo sperimentare in questo modo la grazia di «perdere tempo» per il Signore nell’incontro orante con Lui; di astenerci col digiuno non solo da ciò che è male (dovrebbe essere ovvio) o dal superfluo, ma anche da ciò che ci costa un po’ di più e riteniamo indispensabile, e vivere così una maggiore libertà, che diventa dono e aiuto per chi è nel bisogno”.

Monsignor Gianotti nel proprio messaggio non dimentica di sottolineare l’appuntamento con le elezioni politiche e regionali del 4 marzo: “Mi preme ricordare l’importanza di ciò che si chiama la «carità politica», che si può realizzare in molti modi, incluso l’esercizio consapevole e attento del voto, ma che in ogni caso chiede ai credenti di farsi carico non solo del proprio interesse personale o di parte, ma del bene di tutti e della cura di un buon vivere comune, nella complessità dei problemi regionali, nazionali e internazionali, che tutti ci riguardano. Anche questo fa parte a pieno titolo di una saggia ascesi quaresimale, che ci chiama sì a entrare nel «deserto della prova», ma non per sfuggire al nostro impegno nella città degli uomini, bensì per viverlo con più grande consapevolezza, sorretti dalla sapienza che viene dallo Spirito”.

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