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Crisi economica, nel
Cremonese coinvolte 27
aziende e 465 dipendenti

Sono state 27 le aziende in crisi nel secondo semestre 2017, per un totale di 465 dipendenti coinvolti, per un totale del 5,05%. Una situazione comunque in calo rispetto allo scorso anno, come in tutta la Lombardia. Complessivamente i territori maggiormente coinvolti nel semestre sono quelli di Milano (34,10%), Brescia (15,03%) e Varese (13,05%). Seguono Brianza, Lecco e Cremona con, rispettivamente, il 9,75%, 8,78% e 5,05%.

A fotografare la situazione è il 44º Rapporto semestrale della Fim Cisl Lombardia. Guardando alle varie tipologie di intervento messo in atto dalle aziende in crisi, in provincia di Cremona prevale la cassa integrazione ordinaria, che ha visto 425 interventi, contro i 40 di quella straordinaria. Interessante anche il dato della cassa in deroga, che vede il nostro territorio come quello che vi ha fatto maggiormente ricorso, con 40 interventi e 13 aziende coinvolte. Cremona non è invece stata toccata da procedure di fallimento.

Complessivamente, a livello regionale, risulta essere in netto calo il ricorso agli ammortizzatori sociali nelle aziende metalmeccaniche lombarde. Tuttavia, come evidenzia il rapporto, “la ripresa stenta a decollare”. Dal report emerge una forte contrazione delle imprese coinvolte da situazioni di crisi: 323, in calo del 36,54% rispetto allo scorso semestre e del 47,22% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Diminuisce, in modo significativo, il ricorso alla cassa integrazione ordinaria che coinvolge 263 aziende (-35,85% sul semestre precedente) e 6.847 lavoratori ( -41,2%). Meno evidente, invece, la frenata della cassa integrazione straordinaria utilizzata in 42 aziende (-19,2%) per un totale di 1.961 lavoratori coinvolti (-6,17%). Più che dimezzato il ricorso alla mobilità che scende a quota 22 aziende (47 nel semestre precedente) con una conseguente riduzione anche del numero di licenziamenti che si attestano a 393 (1.010 nel semestre precedente). “Questi derivano in buona misura da crisi aziendali con riduzione del personale (43 aziende, il 91% delle unità aziendali e 871 licenziamenti) e per una piccola quota da cessazioni di attività o fallimenti (6 aziende chiuse per un totale di 107 persone licenziate)” si legge nel documento. “Complessivamente, però, il numero di lavoratori licenziati negli ultimi 2 anni tocca quota 7.000 circa”.

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