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Sede Ema e le carte segrete: Salini presenta interrogazione alla Commissione Europea

La vicenda della nuova sede Ema, che ha visto la bocciatura della Lombardia, sta suscitando un certo scalpore, tanto da richiamare l’attenzione dell’europarlamentare cremonese Massimiliano Salini, che nelle scorse ore ha depositato un’interrogazione urgente alla Commissione Europea, dopo l’articolo uscito sul Corriere della Sera in merito alla presenza di ‘carte segrete della candidatura di Amsterdam’.

“C’è grande preoccupazione a Bruxelles sullo spostamento della sede Ema, che rischia di trasformarsi in uno scontro istituzionale senza precedenti” evidenzia Salini. “Già il ritardo olandese nella realizzazione del nuovo edificio che dovrebbe ospitare l’Agenzia del farmaco è inaccettabile e solleva grossi dubbi sulla bontà della scelta europea. Ora la notizia di documenti che sarebbero stati tenuti riservati dalla Commissione Ue su richiesta dell’Olanda è un fatto gravissimo che impone risposte immediate da parte di Bruxelles”.

In particolare, salini chiede conto dei criteri con cui sono state fatte le scelte che hanno portato poi alla scelta di Amsterdam come nuova sede, in seguito a un sorteggio. “Le candidature presentate sono state 19” si legge nel documento. “La Commissione europea ha fatto una prima valutazione oggettiva e poi la decisone finale è passata al Consiglio. Nel corso delle tre votazioni il Consiglio non è però arrivato a una decisione finale per cui la procedura è terminata con un sorteggio tra le due città rimaste in competizione, attribuendo l’assegnazione della nuova sede dell’agenzia alla città di Amsterdam. Alla luce del fatto che gli edifici proposti da Amsterdam per ospitare l’Agenzia per i medicinali non solo non sono già pronti, comportando un aumento dei costi dovuti a un doppio trasferimento, ma sembra che non saranno nemmeno pronti entro le date previste nella candidatura del Governo Olandese, si chiede: la Commissione europea ha tenuto in considerazione tutta la documentazione presentata dalle città
candidate nella sua valutazione tecnico – scientifica in modo da mettere i governi in grado di fare una valutazione oggettiva? La Commissione ha verificato la veridicità delle informazioni contenute nelle candidature presentate? La Commissione ha valutato i costi dovuti al doppio trasferimento?”.

L’interrogazione, per Salini, “deve fare immediatamente chiarezza sull’accaduto riportando al centro dell’azione UE quei criteri di trasparenza e merito di cui si è sempre vantata e che mai come in questo caso sembrano essere venuti meno. La decisione di andare avanti su Ema senza attendere che l’Europarlamento si pronunci nella procedura di codecisione può diventare un pericoloso precedente nel delicato equilibrio tra poteri su cui si fonda l’UE. Un quadro generale molto preoccupante, di fronte al quale è della massima priorità interrompere l’iter dell’assegnazione per fare luce sull’intera partita”.

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