Commenta

Elezioni, il caos dei
collegi non aiuta la
scelta dei candidati

Beato chi si orienta. La difficoltà nel mettere insieme i nominativi per le liste che si sfideranno alle Politiche rispecchia non solo la legge elettorale ma anche le diverse consistenze territoriali dei collegi. Diverse a seconda si prendano in considerazione Camera dei Deputati  o Senato, ciascuna delle due aule a sua volta suddivisa tra quota proporzionale  (liste plurinominali) e maggioritaria (liste uninominali). Prendiamo il Senato, quota plurinominale, ad esempio. Mentre cinque anni fa il capoluogo Cremona faceva parte dell’unica circoscrizione Lombardia, in questa tornata figura nel collegio Lombardia 01, in cui vengono attribuiti 5 seggi complessivamente e che copre un’area territoriale comprendente le intere province di  Pavia, Lodi, Cremona e Mantova, 11 comuni della città metropolitana di Milano e 10 comuni della provincia di Brescia. Se invece si guarda all’uninominale del Senato, scopriamo una dimensione territoriale più parcellizzata: il capoluogo Cremona fa parte del collegio Lombardia 17, insieme a Crema e ad una cinquantina di comuni da Spinadesco a Rivolta d’Adda; tutta la parte orientale della provincia, da Bonemerse a Rivarolo del Re, fa parte del Lombardia 18.

Per la Camera dei Deputati (uninominale) situazione analoga: territorio provinciale, allungato e stretto, diviso in due con capoluogo Cremona agganciato a Crema, nel collegio Lombardia 4 – 04; e tutti gli altri comuni ad est del capoluogo nel collegio 4 -05 Suzzara. Per la quota proporzionale della Camera, l’intera provincia è inserita nel collegio plurinominale n. 2, in cui vengono attribuiti 5 seggi, e che aggrega i i 3 collegi uninominali citati (Lombardia 404 ‐ Cremona, Lombardia 405 ‐ Suzzara e Lombardia 406 ‐ Mantova) e corrisponde dunque al territorio delle province di Cremona e di Mantova e dei 10 comuni della provincia di Brescia facenti parte della circoscrizione Lombardia 4.

 

 

© Riproduzione riservata
Commenti