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Casoni: Quasi ogni giorno
rumori sospetti sui nostri
treni, si viaggia 'da ignoranti'

Matteo Casoni, referente del comitato InOrario (linea Cremona – Milano – Mantova)  è subissato di telefonate in queste ore, ma preferisce non rilasciare commenti sul disastro ferroviario di Pioltello fino a quando non saranno chiarite le cause del deragliamento. “Non vogliamo speculare in questo momento su un fatto così grave”, afferma. “Di certo i problemi di manutenzione sulle nostre linee sono all’ordine del giorno, problemi sugli scambi ad esempio, ma nessuno pensa che possano verificarsi fatti tanto gravi”. Tutto tace sulla pagina facebook del comitato pendolari, dove ogni giorno circolano commenti più o meno velenosi sui disservizi. Troppo grave quello di stamattina per commentare. “Spesso – aggiunge Casoni – quando si è in carrozza si sentono strani rumori, il più delle volte magari è un banale sasso che rimbalza. Capita di guardarsi in faccia e chiedersi cosa possa essere successo … Diciamo che in maniera ignorante ogni giorno non ci poniamo troppi problemi, d’altra parte tutto può succedere anche in auto o a piedi”. Di certo, nessuna risposta è mai arrivata alla lettera dei pendolari cremonesi – mantovani a Trenord inviata lo scorso ottobre, nella quale si elencavano per l’ennesima volta una serie innumerevole di problemi, tra cui quelli legati alla manutenzione.

Così racconta Maurizio Lanzani, che viaggiava sull’ultima carrozza del treno: “Ho sentito forti rumori di sassi e visto scintille. Prima che il treno si fermasse è passato molto tempo. Una volta fermato, siamo riusciti a scendere dal treno Le due carrozze precedenti la nostra si erano urtate ed erano molto danneggiate. Abbiamo sentito urla di gente, una ragazza era distesa, probabilmente già morta e coperta.
“In quel treno si riesce sempre a trovare posto – aggiunge in riferimento ad un presunto sovraffollamento – . Ad un certo punto mi è sembrato di sentire dei sassi, pensavo che fosse una cosa temporanea, alcune persone avevano cominciato ad andare avanti e indietro perché non si capiva cosa succedesse. Teniamo conto che si era anche rotta la linea aerea, quella della corrente, e avevamo un po ’paura a muoversi. I soccorsi non mi pare siano arrivati subito. Il posto è fuori Pioltello, poco raggiungibile dalla strada, sicuramente non era semplice arrivarci per i soccorritori, mi pare che si siano aspettati 30 -40 minuti. E’ un caso della vita, fortuito, che io salito su quell’ultima carrozza.

Dario Balotta, di Legambiente, intervistato da Rainews, afferma che se il problema è legato alla manutenzione, sarebbe gravissimo. “E’ davvero difficile capire le ragioni. Per Rfi e Trenord il volume delle risorse pubbliche trasferite è sufficiente, ma i pendolari ci dicono ogni giorno che le linee sono stressate e inefficienti. Con oggi si apre anche un problema che riguarda la sicurezza, oltre ai cronici ritardi. C’è un problema di gestione dei meccanismi sia di gestione dei treni che di manutenzione.

“Una notizia che non si vorrebbe mai leggere quella di un grave incidente ferroviario dove si contano vittime e feriti – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Ogni giorno in Lombardia si spostano migliaia di pendolari, quasi 800mila l’anno, che prendono treni per recarsi al lavoro. Nel rapporto Pendolaria redatto da Legambiente e presentato solo qualche giorno fa, i dati hanno rilevato come i convogli che viaggiano quotidianamente sulla linee, anche nella nostra regione, su alcune tratte versino in condizioni inaccettabili, troppo spesso soggetti a guasti, per lo più dovuti all’età dei convogli stessi. La linea Cremona-Milano è stata, tra l’altro, segnalata come una delle peggiori in Lombardia: conta oltre 10 mila pendolari giornalieri, su treni lenti e sovraffollati, dall’età media di 17 anni.

“Al momento deve prevalere la cautela. Siamo vicini alle famiglie delle vittime e dei feriti di questo tragico incidente. Il sistema ferroviario è molto stressato, bisogna ricercare le cause per capire dove siano stati i limiti, se il problema si sia presentato a livello strutturale all’altezza dello scambio dei binari o del carrello del treno, visto che sulla linea circolano ancora modelli obsoleti, soprattutto negli orari di maggior affluenza di pendolari. Non è pensabile che nel 2018 non si possa viaggiare sui mezzi pubblici in sicurezza”.

g.biagi

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