Commenta

'Dal pane nero al pane bianco'
Mostra dell’Anpi di Milano
allo Sraffa fino al 30 gennaio

L’alimentazione in Italia tra fascismo, guerra e liberazione

Inaugurata lunedì pomeriggio allo Sraffa la mostra “dal Pane nero al piane bianco”, un percorso espositivo promosso dall’ANPI di Milano e destinato agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado. Il tema oggetto della mostra è quello dell’alimentazione negli anni compresi tra il 1935 e il 1945, con particolare attenzione alle difficili condizioni di vita degli italiani nel periodo della politica autarchica del regime fascista e del secondo conflitto mondiale.

Dopo i saluti della dirigente scolastica Roberta Di Paolantonio, è intervenuto il presidente provinciale Anpi Cremona, Giancarlo Corada, che ha evidenziato l’importanza di “capire ciò che è stato il dramma vissuto in quegli anni, sfatando anche dei falsi miti che si affacciano nella nostra quotidianità”. Per Corada un lavoro, quello di chi ha curato la mostra, di grande interesse proprio perché affrontato in maniera obiettiva e senza alcuna forzatura. In rappresentanza dell’Anpi di Milano è intervenuta Claudia Farroni, componente del comitato tecnico scientifico che ha pensato la mostra. Per l’amministrazione comunale di Crema il vicesindaco Michele Gennuso, secondo il quale questo tipo di iniziative favoriscono riflessioni profonde su un periodo storico non lontanissimo da noi, e sulla stessa lunghezza d’onda il rappresentante dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Cremona, Fabio Donati, per il quale “a volte occorre andare al di là di certe immagini, riflettere per capire”.

La relazione principale è stata della curatrice Roberta Cairoli che è partita da due curiosità riguardati il titolo scelto, un omaggio a due donne e due loro libri: “Pane nero” di Miriam Mafai, che ricostruisce la vita quotidiana di quell’esercito femminile di madri, mogli, ragazze, operaie, impegnate a guidare le famiglie in condizioni difficilissime. L’altro testo “Pane bianco, memoria di una partigiana” è di Onorina Brambilla Pesce, una testamento civile di quei valori che hanno animato la resistenza nel nostro paese. E in fondo, la ricomparsa del pane bianco sulle tavole degli italiani dopo la caduta del fascismo è anche simbolo e metafora della libertà conquistata.
Nell’allestimento della mostra allo Sraffa, spazio anche al corso enogastronomico (che ha riproposto diverse tipologie di pane) e all’indirizzo moda della sede associata Marazzi, che ha realizzato due creazioni: un abito ispirato alla moda dell’epoca, frutto di un’accurata ricerca sui costumi dal primo dopoguerra alla seconda guerra mondiale, quando si puntava al riciclo attraverso la realizzazione di abiti formati dall’intreccio di vari tessuti. La seconda creazione è un abito-scultura, pensato come omaggio al pane, un’interpretazione contemporanea del tema, in linea con le trasformazioni storiche di un’epoca consumistica: un modello antitetico, in grado di evidenziare il passaggio dal razionamento del pane, all’uso smodato di questo bene primario.

La mostra è visitabile dal lunedì al sabato dalle 9,00 alle 13,00 e il giovedì anche al pomeriggio, dalle 15,00 alle 18,00.
Per altre info e per prenotazioni, scrivere alla mail: paneneropanebianco@p.sraffacrema.it

L’allestimento del buffet è stato curato dagli studenti del corso enogastronomico coordinati dai docenti Ignazio Baglieri e Romina Cicchella.
Le creazioni realizzate dall’indirizzo moda hanno impegnato alunne e docenti: dalla coordinatrice del corso Sonia Carachino, alle docenti che si sono occupate anche dell’installazione e della presentazione: Ivana Massafra, Maria Lo Monaco e Letizia Tripodi.

© Riproduzione riservata
Commenti