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Tari, nessun errore di
interpretazione nei
calcoli del Comune di Crema

Il Comune di Crema ha sempre esentato la quota delle pertinenze nel calcolo della tassa sullo smaltimento dei rifiuti, evitando così l’errore di interpretazione

Nessun errore nel calcolo della tassa sui rifiuti per il Comune di Crema. Il calcolo che ha portato in taluni casi, in altre città, a tasse molto superiori a quanto il cittadino individualmente avrebbe dovuto pagare, è collegato alla quota variabile della Tari, determinata dal numero di inquilini, ma che non doveva essere moltiplicata per tutte quante le “pertinenze” dell’immobile (cioè le eventuali cantine e garage).

In altri termini, le vittime di questo calcolo sbagliato si sono così trovati una bolletta troppo cara perché oltre alla quota fissa legata ai metri quadri della casa, la quota variabile legata al numero degli abitanti della casa era moltiplicata tante volte. Per fare un esempio, una casa di 100 mq, di cui 80 di casa, 10 di garage e 10 di cantina deve pagare la Tari una volta sola per quei 20 mq e non tre volte.

“Abbiamo sempre optato per esentare la quota delle pertinenze, perciò non saremo costretti a un ricalcolo alla luce di quanto emerso –  spiega l’assessore al Bilancio, Morena Saltini – È bene specificare che la TARI serve a pagare il costo del servizio, diviso tra utente domestiche e non domestiche, perciò nei casi in cui si evincono questi errori il costo viene semplicemente suddiviso in un altro modo, certamente più equo visto l’errore di interpretazione, ma si tratta di un errore dovuto al fatto che questi calcoli non sono semplici, perciò non credo si possano dividere i comuni tra buoni e cattivi: noi fortunatamente non siamo interessati dal problema”.

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