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Immigrazione e richiedenti
asilo: l'assessore Gennuso
spiega le azioni intraprese

L'assessore Gennuso (al centro) con alcuni nuovi cittadini italiani provenienti da Marocco, Albania, Romania ed Ecuador

L’assessore alle Politiche Sociali Michele Gennuso fa il punto sulle azioni intraprese per l’integrazione dei richiedenti asilo. L’occasione è nata da quanto discusso in Consiglio comunale tramite la mozione presentata dal consigliere del M5s.

La proposta di Cattaneo era riferita all’impiego dei migranti per lavori socialmente utili. “Un tema molto sentito – aveva detto il consigliere – per questo riteniamo sarebbe utile Creare serie percorsi formativi in termini culturali e professionalizzanti”. Dal dibattito erano emerse diverse posizioni e la mozione è stata poi bocciata dalla maggioranza, mentre il centrodestra si è astenuto dal votarla.

Gennuso, fatto richiesta di intervenire in Consiglio, non è poi riuscito a prendere parte alla discussione. “C’è un progetto a cui mi sono dedicato e mi sto dedicando da diversi mesi e che riguarda gli stranieri che sono presenti nella nostra città”. Senza troppe riflessioni politiche “sicuramente legittime, ma che in un contesto cittadino rischiano di spostare l’attenzione su altro”, l’assessore punta ad azioni concrete che sta attivando per assolvere la delega alla coesione sociale.

Patendo da questa e dalla tutela dei diritti, “in primis quelli dei miei concittadini”, l’azione dell’assessorato si sviluppa in 3 contesti: i richiedenti asilo, gli stranieri residenti a Crema (oltre 3.000) e quella che Gennuso definisce “zona grigia”, che riguarda stranieri che non sono residenti né domiciliati in città, che non sono in carico agli enti gestori che si occupano dell’accoglienza dei richiedenti asilo, e che quindi probabilmente vivono in una condizione di clandestinità e che si trovano anche per le strade di Crema.

Per quanto concerne i richiedenti asilo l’assessore garantisce che è già stato attivato un tavolo di coordinamento tra gli enti gestori (Caritas, Consorzio sul Serio/Koala, Tecnoproject, Casa di Ale) per condividere una serie di azioni che possano contribuire a valorizzare il periodo necessario dal punto di vista burocratico per analizzare le richieste di asilo. Gennuso ha proposto ai gestori un Patto per i Migranti che li impegna a comunicare di volta in volta le generalità dei richiedenti asilo che accoglieranno. Per ognuno di loro, in collaborazione con i Servizi Sociali comunali è stato predisposto un bilancio di competenze per verificare se ci sono delle professionalità che potrebbero essere già messe a disposizione della comunità. Oltre a questo il Patto prevede che gli Enti Gestori attivino i corsi di italiano. I richiedenti asilo, a seconda del luogo dove risiederanno, saranno suddivisi in gruppi di 10 circa e coordinati da un educatore/lavoratore e saranno assegnati ai quartieri della città. Qui saranno individuati dei lavori che i richiedenti asilo dovranno realizzare insieme ad altri cittadini del territorio (giardinaggio, sorveglianza, collaborazione con squadre sportive negli oratori, ecoazioni). “Avremmo anche previsto la possibilità di potenziare l’iniziativa ‘Aggiungi un posto a tavola’ grazie a cui i richiedenti asilo potranno essere accolti almeno una volta al mese in una famiglia a pranzo di domenica. Inoltre – aggiunge Gennuso – parteciperanno anche a degli incontri sulla nostra cultura e la nostra costituzione oltre che a dei momenti di intrattenimento condivisi con tutti i cittadini, come potrebbero essere delle serate musicali”.

Tutte queste attività hanno lo scopo di consentire sia a chi accoglie sia a chi è accolto di “sperimentare in maniera più serena una convivenza che tramite delle relazioni guidate e supervisionate potrebbero rappresentare per entrambi i soggetti coinvolti una valore aggiunto. Tale proposta è stata presentata, insieme al sindaco Bonaldi, al Prefetto di Cremona che l’ha giudicata positiva”. La spesa per gli educatori che dovranno coordinare le azioni previste dal progetto nei quartieri sarà coperta in parte dagli enti gestori e in parte dall’amministrazione grazie al ‘fondo’ pervenuto al nostro Comune per l’azione di accoglienza che è stata effettuata.

Anche per gli stranieri residenti in città l’Amministrazione si sta muovendo per costituire una “Consulta degli Immigrati”, sul modello di Cremona. Infine, per quella che l’assessore Gennuso ha definito “zona grigia”, c’è la volontà di collabrare con la polizia locale “per attivare un maggior controllo finalizzato anche a far passare il messagio che Crema è una città accogliente, e lo stiamo dimostrando, ma non è una zona franca”.

“Non mi sono mai permesso di banalizzare la percezione di paura dei cremaschi ma allo stesso tempo ho sentito forte la necessità di sostenere le realtà degli stranieri che in questo momento sono presenti nella nostra città e mi sono recato personalmente ad incontrare alcuni di loro nei contesti dove attualmente sono ospitati. Ma la questione per me è più ampia e va affrontata con piedi saldi nel presente e con sguardo rivolto al futuro perché che ci piaccia o no anche Crema, come molte realtà ormai Europee, è una città multietnica e multiculturale e non possiamo certo non occuparci di questo”.

Ambra Bellandi

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