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Anche sulla Fondazione
San Domenico Forza Italia
si spacca con due proposte

Forza Italia si spacca anche sulla Fondazione San Domenico: il gruppo consigliare propone un nome per il Cda in surroga a Domenico Baronio, ma la segreteria del partito converge sul candidato del M5s.

Ma procediamo con ordine. Questo pomeriggio si terrà il Consiglio comunale, con 7 punti all’ordine del giorno: l’approvazione del Bilancio consuntivo d’esercizio 2016 dell’Azienda Farmaceutica, l’adesione ad “Avviso Pubblico” e 4 mozioni presentate da Emanuele Coti Zelati, Carlo Cattaneo e Polo Civico con Lega Nord.

Oltre a questo si terrà anche l’elezione di un nuovo consigliere per la Fondazione, dopo che Baronio ha consegnato le proprie dimissioni qualche settimana fa. Essendo il consigliere dimissionario espressione del Movimento 5 Stelle per la scorsa amministrazione, il posto spetta di diritto alle minoranze.

E se il M5s, attraverso un bando pubblico, ha selezionato Emanuele Mandelli, il gruppo consigliare di Forza Italia ha deciso di proporre Marta Fontanella.

La spaccatura sta nel fatto che la segreteria del partito Azzurro, insieme alla Lega Nord e al Polo civico di Enrico Zucchi, convergeranno su Mandelli. “La proposta avanzata da Simone Beretta e Antonio Agazzi non è stata condivisa – ha spiegato il coordinatore cittadino di Forza Italia Gianmario Donida – la segreteria del partito dialoga con i consiglieri se questi hanno voglia di farlo”.

Il perché Donida, che la scorsa votazione per il Cda era candidato e non è stato eletto perché la maggioranza di Stefania Bonaldi aveva votato il candidato 5 Stelle, abbia oggi deciso di promuovere la candidatura di Mandelli è presto detto. “Tra 6 mesi si rinnoverà completamente il Cda della Fondazione per scadenza di mandato. Abbiamo deciso di dare un segnale di apertura e unità su una candidatura anche perché a breve le carte verranno rimescolate. Ci è sembrata una buona opportunità”.

 

Se la maggioranza di centrosinistra lascerà ‘giocare’ solo i consiglieri di opposizione, chiamandosi fuori dalla votazione, allora Mandelli avrebbe i numeri sufficienti per entrare nel Cda. Ma tutto potrebbe cambiare nel momento in cui la maggioranza decidesse di prendere parte al voto.

Ambra Bellandi 

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