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AC Crema 1908: i non vedenti
sfidano gli amatori in
una partita 'al buio'

Si erano già messi alla prova lo scorso anno gli amatori del Crema 1908 giocando bendati contro la squadra non vedenti. Avevano fatto un paio di allenamenti con loro e poi la partita la buio. Gli amatori avevano sottovalutato gli avversari dal punto di vista agonistico e il loro atteggiamento li aveva puniti: era finita con un’amara sconfitta e una meritatissima vittoria da parte dei ragazzi non vedenti.

Sabato 27 ottobre alle 17.30 al San Luigi ci riprovano, con un altro spirito.

I match tra squadre di normodotati e non vedenti sono sempre più frequenti. Il calendario della squadra a 5 non vedenti del Crema 1908 è fitto e ci sono in programma molti eventi. È davvero una squadra vulcanica che continua a far parlare di sé e che ha grandi progetti per il futuro. Ne abbiamo parlato con Stefano Sesini, loro dirigente e accompagnatore.

Stefano, parlaci dell’imminente evento. Un’altra partita con gli amatori. Siete pronti a batterli anche quest’anno?

Beh ci proviamo. Siamo in ottimi rapporti e so che ci affrontano con un approccio diverso in questa occasione dal momento che la prima volta avevano sottovalutato le nostre potenzialità. La partita verrà giocata in due tempi: nella prima parte ci affronteranno bendati, nella seconda parte sbendati ma con qualche limite nel gioco: saranno concessi solo due tocchi di palla e vietati i cross alti, ad esempio. Nel primo tempo siamo decisamente avvantaggiati e lo sforzo maggiore dovranno farlo loro. Nel secondo tempo il gap si accorcia e saremo noi ad essere più in difficoltà ma ce la giochiamo ad armi pari, direi. Utilizzeremo la seconda metà partita come allenamento teso a rafforzare la tecnica di difesa. Insomma si prospetta una bella sfida all’orizzonte.

I match di questa natura sono frequenti (Prima Squadra, Videoton, i colleghi delle altre regioni italiane, la squadra di nuotatori). Qual è l’importanza di queste partite sia per i vedenti che per i non vedenti?

Il confronto permette ad entrambe le squadre di crescere: i non vedenti devono necessariamente riorganizzare la difesa e quindi insistere sulla tecnica per non far passare la palla. I vedenti si sforzano di affidarsi ad altri sensi. La vista è sopravvalutata, solo quando giochi bendato capisci quanto l’udito e il tatto siano necessari. E chi ci affronta ne ha evidenza solo quando Paul, Davide o Francesco segnano un gol. Tanti dei giocatori che abbiamo incontrato mi hanno detto di aver capito come, anche in campo, comunicazione e fiducia siano fondamentali. Un non vedente lo sa. Chi ci affronta, invece, resta spiazzato da queste urgenze che non ha sviluppato perché non gli sono mai state indispensabili. È in quel preciso momento che si capisce realmente cosa significa “gioco di squadra”. Ciò che resta di personale in ognuno di loro mi è difficile dirlo. So che i nostri ragazzi si sentono al pari di tutte le altre categorie del Crema 1908, avvertono il San Luigi come un luogo sicuro e protetto tanto da muoversi in completa autonomia e, rispetto all’anno scorso, sono maturati: hanno consapevolezza di quel che sono riusciti a fare finora ma non lo ritengono sufficiente e si impegnano sempre di più. Nel cuore di chi ci affronta credo resti l’idea che con impegno e dedizione puoi raggiungere qualsiasi risultato.

Quale incontro vi è rimasto nel cuore?

Beh senz’altro quello con la Prima Squadra con cui abbiamo pareggiato. 5-5 con la squadra campione d’Eccellenza non è male come risultato. Per i ragazzi è stato determinante.

Siete vulcanici. Quali altri progetti avete in mente?

Tanti. Il prossimo 18 novembre 3 componenti della squadra – El Cino, Francesco e Paul – che sono prestito alle Marche, giocheranno la finale di super coppa contro il Lecce. I primi di dicembre stiamo organizzando uno Stage non vedenti con i ragazzi del Firenze Quarto tempo: per due giorni saranno nostri ospiti al San Luigi. Questi momenti sono importanti perché consentono ai ragazzi di mettere a confronto le loro esperienze. Sarà ancora più bello perché qualche mese dopo saranno i nostri avversari in Campionato. Questo stage vorremmo ripeterlo anche con le altre squadre d’Italia. Ci stiamo lavorando. Infine, quattro dei nostri dirigenti e allenatori parteciperanno al Corso di formazione per istruttore e tecnico di base – calcio a5 b1b2organizzato dalla FISPIC in collaborazione con la scuola allenatori della FIGC.

Il calcio non vedenti in Italia. A che punto siamo?

Beh rispetto agli altri stati Europei siamo davvero indietro. Abbiamo 7/8 squadre in tutto lo stivale. Il Crema 1908 non vedenti è l’unica ad essere parte integrante di una società di calcio. Tutte le altre fanno capo ad associazioni del terzo settore che non sempre hanno le risorse necessarie a sviluppare la squadra in senso generale. Dobbiamo fare ancora molta strada. Ci aspettiamo tanto dalla nostra federazione, la FISPIC, l’unica che può sensibilizzare addetti ai lavori, giovani e federazioni sul tema.

Il sogno?

Realizzare a Crema un torneo internazionale di calcio non vedenti, simile a quello a cui abbiamo partecipato in Belgio la scorsa primavera. Anche questo è un modo per sensibilizzare e far parlare delle grandi potenzialità del calcio non vedenti. Ci riusciremo. E noi ne siamo sicuri. I non vedenti ci riserveranno ancora tante sorprese nel corso dell’anno.

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