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'Risate in libertà': spettacolo
a favore del servizio affidi di
Comunità Sociale Cremasca

500 i minori del territorio che richiedono l'attenzione della Comunità.
Da sinistra la presidente della Comunità Angela Beretta, la coordinatrice del Servizio di tutela Monica Cappelli e il direttore Davide Vighi

La Comunità Sociale Cremasca ha organizzato, per domenica 29 ottobre, uno spettacolo di improvvisazione teatrale: “Risate in libertà”. L’evento andrà in scena al teatro San Domenico alle 17 ed è finalizzato sia alla raccolta fondi che, soprattutto, alla sensibilizzazione e promozione sul tema dell’affido famigliare per i minori.

Lo spettacolo di domenica si inserisce nel progetto “C.L.A.C. Comunità di Legami, Adolescenti al Centro”, finanziato dalla Fondazione Cariplo sul bando Emblematiche provinciali 2016, di cui la Comunità Sociale Cremasca è ente capofila. Dopo l’aperunning tenutosi lo scorso giugno è ora la volta del teatro d’improvvisazione: tutte iniziative, slegate dalla tematica, ma che permettono ai cittadini cremaschi di conoscere le attività della Comunità.

Attualmente nel distretto Cremasco gestito dalla Comunità sono presenti 100 bambini la cui situazione famigliare ha visto un provvedimento di allontanamento da parte del tribunale. Di questi 31 si trovano in affido presso famiglie (o singole persone), 11 sono gestiti da associazioni del territorio che si occupano della problematica, 45 si trovano presso comunità protette e 13 sono invece in affido parentale. Questi 100 rientrano in un gruppo di ben 500 minori che vengono seguiti dal servizio di Comunità Sociale Cremasca per problemi nel nucleo famigliare d’origine, sebbene non tutti vengano poi allontanati.

Una spesa di 1.600.000 euro che la Comunità ha messo a bilancio nel 2016 solo su questa partita. Anche perché secondo i dati forniti dal direttore Davide Vighi e dal presidente Angela Beretta con la coordinatrice del Servizio Tutela Monica Cappelli, il fenomeno è in aumento: infatti non è solo il tribunale dei minori a segnali i bambini in difficoltà, ma anche il tribunale ordinario a causa delle situazioni complicate che vengono a crearsi nei nuclei famigliari in seguito a separazioni molto conflittuali nelle quali il minore si trova in mezzo a dinamiche traumatizzanti.

Un aspetto sul quale i rappresentanti della Comunità Sociale Cremasca tengono a porre attenzione è che per dare la propria disponibilità ad accogliere bambini in affido non è necessaria una trafila legale, come ci si immagina per l’adozione: “Non ci sono vincoli, chiunque può aprire la propria casa. L’unico requisito è l’affidabilità e serietà di chi si propone”.

Ambra Bellandi

 

 

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