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Cluster cosmesi: dialogo con
il Comune e i consiglieri
per favorire l'attività

In coda alla riunione dei capigruppo del Consiglio che si è tenuta lunedì, è stato ospite Matteo Moretti, presidente del Polo della Cosmesi. Un incontro finalizzato all’avvio di una riflessione su come la politica possa valorizzare e sostenere il sistema della cosmesi cremasca perché possa diventare un Cluster.

Il cluster è un modello economico territoriale riconosciuto ad altissima innovazione in diversi settori, non solo i più futuristici come l’aerospaziale o le nanotecnologie, ma anche produzioni come la cosmesi potrebbero rientrarvi. I cluster hanno caratteristiche ben precise, che forse un tempo la cosmesi storicamente “contoterzista” del territorio non contemplava; oggi però, ha spiegato Moretti, c’è stata una forte evoluzione: lo sviluppo prettamente industriale è accompagnato da innovazioni di prodotto e di processo che nascono direttamente qui, che stimolano spin-off e startup, ma sopratutto il Polo della Cosmesi oggi è un ecosistema che trova le competenze al suo interno per sfidare i mercati, a volte persino per anticiparli.

L’unica via per far nascere un cluster della cosmesi è lavorare a un progetto comune di soggetti pubblici e privati, per identificare punti di forza e prospettive di miglioramento (dalle forniture alle scuole, dalla formazione ai rapporti con l’Università) coordinandosi e collaborando.

Il discorso di Moretti ha incuriosito i capigruppo, che insieme al sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, hanno espresso tutta la disponibilità ad approfondire l’argomento e supportare ogni iniziativa e progetto che porti a questo obiettivo. “Lo sforzo sarà massimo e assolutamente trasversale e condiviso, come sempre deve essere quando ci sono in gioco beni ed interessi preziosi per la Comunità”, ha commentato il primo cittadino.

Spazio, nelle parole di Moretti scambiate coi consiglieri comunali, anche per un’ambizione coltivata da tempo: che il Polo abbia una sua sede. Lo statuto, peraltro, prevede che sia necessariamente in città, a Crema, e da nessun’altra parte. Sarebbe un simbolo tangibile della volontà e della capacità di fare sistema con questa realtà molteplice delle aziende che lavorano nella cosmesi.

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