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Referendum, Lena replica a Bordo: 'Non bastano le chiacchiere a un tavolo di confronto'

“La sinistra italiana ha una posizione miope nei confronti di un referendum che chiede a Roma di lasciare sul suolo lombardo più responsabilità, più risorse e quindi più libertà gestionale”. A dirlo il consigliere regionale del Carroccio Federico Lena, in risposta all’attacco del parlamentare Mdp Franco Bordo, che accusa Maroni di aver utilizzato soldi pubblici per la propria campagna elettorale.

“Secondo Bordo questo referendum non si doveva fare – prosegue Lena – Bastano le chiacchiere di un tavolo di confronto: uno di quei tavoli tanto cari ai compagni di merende che si accomodano per partecipare a simposi di perditempo. Per questi signori il parere del popolo è una inutile perdita di tempo e i costi per esprimere un giudizio democratico, un inutile dispendio di energie e non solo, dimenticando, volutamente o meno, che la democrazia non ha valore quantificabile”.

Lena sottolinea anche i circa 300 milioni di euro spesi per il quesito referendario in merito alle trivelle e quelli per il referendum costituzionale voluto da Renzi lo scorso 4 dicembre. “Forse la democrazia per questi signori è tale a fasi alterne, in funzione di chi fa le proposte”.

In merito all’attacco a Maroni per non essere stato in grado di realizzare quanto promesso cinque anni fa, cioè di trattenere il 75% delle tasse sul territorio, Lena spiega che “è un obiettivo non ancora raggiunto perché il percorso è ancora in atto. Il referendum del 22 ottobre 2017 è un passaggio di questo percorso”.

“Chissà se la sinistra più nazionalista d’Europa potrà mai capire che maggiori competenze e maggiori risorse possono essere una opportunità? Difficile dialogare con chi vuole rimanere schiavo di Roma per l’eternità, con chi pensa che sia giusto continuare a pagare tasse per mantenere gli sprechi di chi non è virtuoso, in una sorta di solidarietà pelosa, tutta orientata alla considerazione dello sfruttatore e zero considerazione per lo sfruttato. Difficile dialogare con chi pensa che i lombardi siano animali da soma dei quali abusare fino ai limiti della sopravvivenza”.

“Questa è la sinistra in Italia e fa male constatare che anche la sinistra lombarda abbia un approccio mentale verso i propri corregionali così ottusamente opprimente. Ma Tafazzi è lombardo e di sinistra?”.

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