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'Conversazioni digitali': conferenze
per capire i cambiamenti che la
tecnologia porta nel quotidiano

Da sinistra: Moruzzi, Nichetti, Ceravolo

Quanto il digitale e la tecnologia sono entrati nella nostra vita quotidiana? In che modo stanno cambiando abitudini e relazioni? Queste sono solo alcune delle domande alle quali le conferenze di “Conversazioni digitali” cercheranno di dare risposta. Un progetto nato in collaborazione tra l’assessorato alla Cultura del Comune di Crema, la biblioteca Clara Gallini e la sede cremasca dell’Università degli studi di Milano.

Un ciclo di incontri per promuovere la divulgazione scientifica che, attraverso il dialogo con esperti del settore informatico e digitale, vuole informare i cittadini sui processi di digitalizzazione moderni. Cinque incontri che possano offrire nuove chiavi di lettura per comprendere i fenomeni stanno modificando la nostra società, soprattutto in termini di relazioni.

Il primo appuntamento, organizzato dall’associazione Ipazia, dal titolo “Big Data: opportunità e paure”, si terrà il 12 ottobre alle 21 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Informatica a Crema e vedrà relatore Antonietta Mira, professoressa dell’Università di Como. Le altre 4 conferenze si svolgeranno invece alla biblioteca comunale di Crema, tra il 17 e il 26 ottobre. Martedì 17 ottobre l’incontro con Stelvio Cimato “Da Cesare ai Bitcoin: a cosa serve la crittografia”. Giovedì Giovanni Righini parlerà in un incontro dal titolo “Dai dati alle decisioni”. Martedì 24 ottobre Paolo Ceravolo tratterà “Il consumo di informazione al tempo degli algoritmi”. Infine, giovedì 26 Massimo Temporelli terrà una conferenza intitolata “Senza digitale non c’è innovazione, senza digitale si muore”. Tutti gli incontri avranno inizio alle 21 e saranno moderati dal giornalista Marco Viviani.

Un tema nuovo per la città, ma che l’assessore Emanuela Nichetti aveva annunciato di voler sviluppare. “E’ un’idea nata chiacchierando con l’assessore, ma che in realtà da tempo volevamo mettere in atto anche grazie alla collaborazione con il professor Ceravolo – ha spiegato la direttrice della biblioteca Francesca Moruzzi – Perché una biblioteca deve essere un luogo in cui i cittadini trovano risposte e dove viene promossa l’informazione. Tutta la comunicazione oggi passa attraverso il digitale senza che noi riusciamo ad averne percezione, per questo sono necessari nuovi strumenti per capire”.

Il rafforzamento della cultura digitale aveva già trovato spazio nelle attività didattiche di alcune scuole primarie, “ora vogliamo aprirci anche agli adulti, a tutti i cittadini che abbiano voglia di informarsi. L’Informatica di Crema ha molte cose da raccontare, spesso poco note, ad esempio la rilevante quota di iscritti stranieri nella laurea magistrale, oppure le startup nate come spin off universitarie che vanno sul mercato con idee dal grande potenziale” ha concluso Ceravolo.
Ambra Bellandi

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