Commenta

'Guardami': l'arteterapia
che permette di vedere la
realtà da un'altra prospettiva

Un invito ad osservare, a cambiare la propria prospettiva sulla realtà. Si intitola “Guardami” la mostra allestita agli angoli del mercato Austroungarico, un progetto di arteterapia portato avanti dalla Fondazione San Domenico, in collaborazione con alcuni genitori di bambini e ragazzi affetti da autismo.

“Io credo che la terapia, in fondo, non sia per quelli che chiamiamo disabili, ma per la maggior parte delle persone”. A sostenerlo è Alberto Zecchini, in arte Nara Anaja, che insieme alla figlia Leila ha intrapreso un dialogo con cui vuole dimostrare che “gli autistici non soffrono, non sono ammalati. Ma i contesti sociali sono stati creati attorno alle persone cosiddette ‘normali’, quindi lo faticano ad inserirvisi”. E qui subentra l’arte, che non ha regole, non ha schemi. Attraverso le arti “gli autistici riescono ad esprimersi senza che noi li spingiamo a comportarsi come la maggioranza delle persone”.

Musiche e video accompagnano il fruitore lungo l’installazione, insieme ad alcuni QrCode che possono essere letti tramite tablet e smartphone. Un progetto completo, che mira ad avvicinare al mondo non solo dell’arteterapia, ma delle disabilità in generale: qualcosa che possa permettere di conoscere anche sè stessi.

“Guardami” rietra tra i progetti finanziati dal bando regionale cui la Fondazione ha partecipato e che ha permesso un finanziamento, da parte dell’Ente, di 5.000 euro. Finanziamento che coprirà molti eventi da qui a dicembre, quando sarà allestita la seconda parte di “Collezioni private in mostra”. “Abbiamo deciso di dedicare l’ultimo anno di legislatura alla Cultura, intesa anche come terapia e valorizzazione di alcune patologie, aumentando le sinergie tra assessorati – ha spiegato l’assessore regionale Cristina Cappellini –  Vogliamo cercare di dare il più possibile un impronta sociale alla cultura”.

Ambra Bellandi

© Riproduzione riservata
Commenti