Cronaca
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Personale Ata, venerdì 49 nuove immissioni in ruolo. Cgil: 'Misura insufficiente'

Saranno 49 le persone che venerdì entreranno in ruolo nell’amito del personale Ata delle scuole cremonesi: 11 persone in amministrazione, 5 come assistenti tecnici e 33 collaboratori scolastici. Lo fa sapere la Cgil di Cremona, che sottolinea come però la situazione non sia delle più idilliache. “A fronte di un aumento del numero degli alunni, l’organico continua a non essere sufficiente” evidenzia la segretaria della Cgil Scuola, Laura Valenti, che in questi giorni sta occupandosi di questa importante partita.

Non è tutto: come evidenzia Valenti, un grosso problema è quello della carenza delle figure di direttore dei servizi generali e amministrativi: “Da tempo chiediamo che venga fatto un concorso per effettuare nuove assunzioni, ma nulla si muove. E intanto questa figura è assente in numerose scuole della nostra provincia, come ad esempio il comprensorio Cremona4, quello di Soresina, quello di Castelverde, nonché lo Sraffa di Crema.

Quella sul personale Ata è una battaglia su cui il sindacato si impegna da tempo: “la carenza di personale Ata è gravissima per il mondo scolastico: essa infatti mette a rischio il presidio durante tutta la fascia oraria di apertura degli istituti scolastici”. Insomma, se manca il personale, chi si occupa di gestire le strutture quando sono aperte? Questo si chiede la Cgil, che la prossima settimana sarà presente a un incontro all’Ufficio scolastico regionale per chiedere “ulteriori posti di Ata per evitare di mettere a rischio il regolare servizio nelle scuole per quanto riguarda la gestione amministrativa-contabile, l’assistenza e la sorveglianza degli alunni”.

Intanto, conclude il sindacato, “un nuovo anno scolastico si apre con molte criticità determinate da scelte politiche sbagliate che si ripercuotono da troppo tempo sulla scuola. Manca una visione complessiva del sistema scuola, mentre si affastellano interventi singoli ad ogni cambio di ministro o Governo. La scuola pubblica è un bene comune, non appartiene a nessuna parte. Ma è la politica che ne determina la funzionalità o il declino”.

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