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Per ripicca, infransero a mani
nude le vetrate della stazione
Un cremasco tra i condannati

Volevano fermarsi a dormire in stazione di notte per prendere il treno il giorno dopo, ma il personale della Polfer li aveva fatti uscire, dicendo che la stazione era chiusa. Erano le 23.50 del 9 marzo del 2011. Così, per ripicca, Omar e Simone, il primo 60 anni, pluripregiudicato di Lodi, il secondo 45 anni, cremasco, anch’egli pluripregiudicato, avevano pensato bene di danneggiare la vetrata principale della stazione, infrangendo sette vetri, più un altro della vetrata posta all’interno sul lato sinistro. Lo avevano fatto a mani nude, procurandosi tagli e abrasioni sia alle mani che alle braccia. Oggi i due sono stati processati davanti al giudice Elisa Mombelli con l’accusa di danneggiamento aggravato. Simone, difeso dall’avvocato Raffaella Parisi, è stato condannato a 10 mesi di reclusione, mentre Omar, assistito dall’avvocato Massimiliano Corbari, ad una pena di sei mesi. Il pm onorario aveva chiesto un anno per entrambi. Quella sera, ad avvertire gli agenti della Questura, ci aveva pensato il personale del 118, arrivato in stazione su richiesta dei due imputati che avevano bisogno di cure mediche per le ferite riportate.
Al sovrintendente Paolo Razzetti, della Questura di Cremona, intervenuto insieme all’assistente Nicola Ghisolfi, Omar e Simone avevano ammesso di aver danneggiato la vetrata “per ribellione nei confronti del personale della polizia ferroviaria che poco prima li aveva invitati ad abbandonare lo scalo ferroviario poiché era sopraggiunto l’orario di chiusura”.

Sara Pizzorni

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