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Rapinatore 'seriale'
arrestato a Treviglio
Risiede a Crema

Vive a Crema il rapinatore ‘seriale’ che dal 17 giugno al 7 luglio ha messo a segno nove colpi nella provincia di Bergamo, da Scanzorosciate a Curno, da Nembro ad Albano Sant’Alessandro. Sempre ai danni di supermercati, ad eccezione di un colpo alle poste di Lallio. Lo hanno arrestato i carabinieri di Bergamo venerdì 7 luglio alla stazione centrale di Treviglio, poche ore dopo aver messo a segno l’ultima rapina all’Eurospin di Curno. Si tratta di Giovanni Giglio, 54enne nativo di Pedrengo ma da tempo residente a Crema. E’ noto alle forze dell’ordine per una lunga serie di precedenti penali culminati con l’arresto del 2008 in seguito a una rapina alle poste di Lallio: sette anni di carcere più due di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Crema a casa del fratello terminati solamente un mese prima (il 17 maggio) dell’escalation di reati. Ed è stato proprio quel precedente del 2008 l’elemento fondamentale che ha messo i carabinieri sulle sue tracce: il maresciallo della stazione di Curno lo aveva arrestato proprio in quell’occasione.
La sua camminata particolare con le gambe larghe, e il modo di muoversi che si nota dal filmato della recente rapina del primo luglio all’ufficio postale hanno fatto pensare i militari che si trattasse proprio di lui. Simile in tutti i colpi il modus operandi: pistola alla mano, abbigliamento lungo bianco o nero per nascondere un vistoso tatuaggio sull’avambraccio, casco integrale in testa e fuga a bordo di un ciclomotore poi risultato rubato a Bergamo a settembre dello scorso anno e con targa contraffatta. Domiciliato a Crema, raggiungeva Bergamo in treno per poi spostarsi verso i propri obiettivi. Venerdì è stato seguito fino a Bergamo, dove ha incontrato il suo basista, un pregiudicato nato a L’Aquila nel 1960 e titolare di un negozio di animali. Dopo la rapina all’Eurospin di Curno i militari hanno seguito Giglio per tutto il suo viaggio in treno verso Crema e lo hanno arrestato alla stazione di Treviglio. Preso anche il complice, che si era recato a Nese all’interno di una sua proprietà: all’interno del negozio di via San Giovanni i militari hanno recuperato casco, pistola scacciacani, chiavi dello scooter, abiti e scarpe utilizzati per le rapine.

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