Cronaca
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Un bimbo di 9 anni residente a Moscazzano ucciso il Egitto Scossa la comunità cremasca

Un'immagine di Talkha

Ucciso a soli 9 anni forse per vendetta nei confronti del padre. Il bimbo assassinato, Walid Mohamed Hamed Helghatas, trasferitosi nel 2010 da Lodivecchio a Moscazzano, è stato ammazzato il 26 giugno scorso in Egitto, nella città di Talkha, 120 chilometri a nord est dal Cairo. Il piccolo si trovava in Egitto insieme alla madre e ai suoi tre fratelli per festeggiare la fine del Ramadan. Walid, uscito insieme agli amici, non era più rientrato. Le ricerche sono terminate nel modo più drammatico: il corpo del bambino è stato trovato in un sacco nascosto in un garage. Dai giornali locali si apprende che ci sarebbe un arresto. La persona responsabile dell’omicidio sarebbe un conoscente della famiglia. Avrebbe ammazzato il piccolo Walid per vendicarsi del padre. La comunità di Moscazzano è scossa. La famiglia era integrata e il bambino frequentava la scuola elementare a Credera Rubbiano. Giocava anche a calcio nella Polisportiva del paese.
“Sono distrutto”, scrive su Facebook il sindaco di Moscazzano Gianluca Savoldi: “Non accetto l’ennesima brutta notizia. Ti ho accompagnato per mano a scuola, era il mio primo anno scolastico da Sindaco (settembre 2014) ed era il tuo primo giorno in classe, abbiamo viaggiato insieme sullo scuolabus. Che emozione! Siamo andati anche all’Ipercoop a comprare tutto l’occorrente per riempire lo zaino e l’assistente sociale mi ha sgridato perché non avrei dovuto farlo io… Presi dall’euforia abbiamo anche trasgredito il menù in mensa, perché il prosciutto ci piaceva ma la tua religione era un’altra… Perché proprio Walid? Perché pagare con la propria vita le colpe dei grandi? Tranquillo Walid, nessun bambino è dimenticato dal Padre che è nei cieli, e nemmeno da noi che siamo sulla terra, e siamo in tanti. Ciao piccolo angelo. Ti ho voluto bene”.

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