Commenta

Serramenti venduti in nero,
poi ingiunzioni di pagamento
5 richieste di rinvio a giudizio

I difensori degli imputati

Cinque le richieste di rinvio a giudizio formulate dalla procura di Cremona in merito all’indagine della guardia di finanza che nel maggio del 2016 aveva portato in carcere l’artigiano di Chieve Antonio Silvani, 56 anni, e ai domiciliari la figlia Ambra, 24 anni, e la segretaria Gisella Cividino, 53 anni, di Vaiano Cremasco. Imputati anche la moglie di Silvani, Cinzia Quadrini e l’avvocato cremasco Angelo Branchi. L’accusa è quella di associazione per delinquere finalizzata all’estorsione, all’evasione fiscale e all’attribuzione fittizia della titolarità di beni.

Secondo la procura, Silvani, titolare, in passato, di una ditta di serramenti (per la quale non avrebbe mai versato le imposte), avrebbe ideato ed organizzato, con il concorso dell’avvocato Branchi, un vero e proprio sistema estorsivo con il quale ottenere, da centinaia di suoi vecchi clienti, di essere pagato più volte per la stessa fornitura di infissi e porte. La figlia, a sua volta, si sarebbe occupata della gestione dei contatti per portare avanti il sistema e la segretaria avrebbe avuto il compito di redigere le fatture e di falsificare documenti.

L’inchiesta è approdata oggi davanti al gup Letizia Platè che ha accolto le richieste di rito abbreviato degli avvocati Marco Bencivenga ed Andrea Daconto, legali di Silvani, della moglie e della figlia. Sulla posizione della segretaria, assistita dall’avvocato Davide Lacchini, è già stata presentata istanza di patteggiamento, mentre i legali di Branchi, gli avvocati Marcello Lattari e Roberto Guareschi, non hanno chiesto riti alternativi. Affronteranno dunque il processo in caso di rinvio a giudizio. Otto i clienti che si sono costituiti parti civili attraverso gli avvocati Antonino Andronico, Eleonora Pagliari, Massimo Lipani, Massimo Schirò e Luca Avaldi. Le presunte vittime dell’estorsione sono sette, mentre un cliente sarebbe stato calunniato dagli imputati che lo avevano denunciato, pur sapendolo innocente, per aver reso testimonianza nelle cause civili. Il prossimo 25 ottobre verrà formalizzata l’istanza di patteggiamento della segretaria e ci sarà la valutazione dei documenti acquisiti, mentre nell’udienza del 29 novembre è prevista la discussione.

Per la procura e per la guardia di finanza, dieci anni dopo la cessazione dell’attività artigianale di vendita di serramenti, per la quale aveva anche accumulato un debito erariale di oltre 600mila euro, Silvani avrebbe cominciato a sollecitare ai vecchi clienti il pagamento di fatture mai a suo tempo emesse e per le quali aveva peraltro già ottenuto il pagamento, giungendo persino a gonfiarne gli importi. Gli investigatori ritengono contasse sul fatto che, a distanza di dieci anni (periodo oltre il quale gli istituti di credito non conservano più la documentazione delle operazioni bancarie) e, soprattutto, a causa dell’utilizzo di somme in contanti, i clienti non fossero in grado di dimostrare di aver già pagato i serramenti acquistati.

Al termine delle indagini, avviate nel 2014, i finanzieri della Tenenza di Crema hanno ricostruito decine di episodi. L’accusa parla inoltre di acquisti, con provento di evasione fiscale e di estorsioni, di numerosi beni immobili e terreni. Il giudice Pierpaolo Beluzzi aveva disposto il sequestro di 91 immobili e terreni in provincia di Cremona (tra Chieve, Romanengo, Pandino e Trescore Cremasco) e in altre province italiane. Sequestrati anche 15 autoveicoli, 5 moto e un carrello, oltre a quote societarie, saldo di conti correnti e di rapporti finanziari. Il tutto per un valore complessivo di circa 8 milioni.

Secondo gli investigatori molti beni, negli ultimi anni, sarebbero stati fatti passare continuamente di mano tra diverse società (anche estere) e prestanome, concentrando 58 degli immobili in capo a una società lussemburghese allo scopo di nasconderne la proprietà. Contestualmente, mediante l’esecuzione di quattro rogatorie internazionali, erano stati sottoposti a sequestro, da parte delle competenti autorità estere, anche disponibilità trasferite dagli indagati in Francia, Lussemburgo, Svizzera e San Marino.

Sara Pizzorni

Gli avvocati di parte civile

La ditta di Chieve, le moto sequestrate e una palazzina sequestrata a Pandino

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti