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Messa patrono, il vescovo:
'Ci protegga dalle tante 'pesti'
mostrandoci l'amore di Dio'

“Il martirio non è una scelta, ma la risposta a una chiamata di Dio. E San Pantaleone non ha avuto paura della morte, esattamente come Gesù: entrambi hanno compreso il desiderio di vita piena che Dio vuole per l’uomo e hanno donato la propria per realizzarlo”.

Un “movimento di solidarietà e amore”, quello di cui ha parlato il vescovo Daniele Gianotti durante l’omelia della messa per San Pantaleone, martire e medico e protettore della nostra città.

Partendo da alcune citazioni di Albert Camus contenute nel romanzo “La peste”, il vescovo di Crema ha fatto dei paragoni con “le pesti” che oggi affliggono l’uomo, i mali del mondo moderno, la minaccia del terrore che ogni essere umano è portato a provare. “San Pantaleone è Santo e medico, e in questo non vi è alcuna contraddizione. Lo stesso vale per politici, impiegati, carabinieri, operai. Significa non volersi rassegnare al cedimento di fronte alla paura e al male”.

“Il dono pieno della vita di Gesù, di tanti Santi, tra cui il nostro patrono, testimonia davvero l’amore di Dio. Di fronte alle minacce di tante ‘pesti’ ci aiutino ad entrare nella solidarietà dell’amore del Signore”.

L’incontro con gli amministratori del territorio – Prima della celebrazione il vescovo ha incontrato sindaci e amministratori del territorio, oltre alle autorità militari, a Palazzo Vescovile. “Mi hanno chiesto cosa pensi delle elezioni. Sono qui da troppo poco tempo per capire le dinamiche; spero però, chiunque sia eletto, che ispiri i giovani ad interessarsi alla cosa pubblica e sia un esempio in controtendenza per il nostro tempo”.

Ambra Bellandi

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