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Bergamaschi alle accuse di
Cantoni: 'Abbiamo costruito
un semaforo solo per lui'

“‘Il bene che fai domani sarà dimenticato. Non importa, fai il bene’. Sono le parole di Madre Teresa di Calcutta venutemi in mente non appena ho letto le dichiarazioni rilasciate alla stampa, in più occasioni, da parte di Davide Cantoni“. L’assessore ai Lavori Pubblici Fabio Bergamaschi risponde alle critiche del candidato in “Crema città aperta”, civica a sostegno di Enrico Zucchi.

“‘Dall’attuale Amministrazione non ho ricevuto appoggio e ho registrato scarsa attenzione’ è un’affermazione di clamorosa sfrontatezza, che stride innanzi alla realtà dei fatti oggettivamente incontestabile e a tutti evidente: l’Amministrazione Comunale, per il bisogno del tutto particolare di Davide, ha stanziato 15.000 euro, realizzando un semaforo a prenotazione riservata”, sottolinea Bergamaschi. “Si tratta di risorse interamente devolute al suo singolo bisogno e forse nessun cittadino cremasco ha potuto beneficiare di un simile trattamento. Si è trattato di un intervento che costituisce un unicum nel territorio e che, unitamente all’installazione dei primi giochi per bambini diversamente abili della città di Crema e ad una serie di opere di abbattimento delle barriere architettoniche, attesta una sensibilità al tema della disabilità della Giunta Bonaldi che ha pochi paragoni, la quale ha portato a vincere le iniziali resistenze di natura tecnica”.

“Per Davide si è gettato il cuore oltre l’ostacolo. Lo si è fatto con la convinzione che la tecnica, sebbene abbia le sue ragioni, debba essere al servizio dell’uomo e che l’inclusione delle persone portatrici di fragilità fosse un bene preminente, anche se limitato ad un singolo soggetto. E’ per questo motivo che, nonostante una mia personale ritrosia nel politicizzare un tema sensibile, non posso sottrarmi dallo stigmatizzare il comportamento di chi per primo ha voluto politicizzare una personale condizione e di chi, forse, sta utilizzando la persona come un mezzo e non come un fine. A fronte, peraltro, di una realtà che racconta tutta un’altra storia. Una storia di sensibilità, ascolto e presa in carico dei bisogni che con Stefania Bonaldi proseguirà”.

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