Cronaca
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Indagati 5 amministratori di una società pugliese Sequestrati immobili

Sono stati sottoposti a sequestro preventivo gli immobili appartenenti a 5 ex amministratori della società Cotonificio di Capitanata S.r.l., ora in fallimento.

La richiesta è stata fatta dalla  Procura Regionale della Corte dei Conti di Bari, la cui sezione giurisdizionale ha disposto il sequestro conservativo di 14 immobili (appartamenti, locali e terreni) dislocati tra Crema, Angera (Va), Magenta (Mi) e Palermo.

Oltre a questi sono stati bloccati 17 conti bancari e le somme a credito spettanti dall’Inps nei confronti dei 5 soggetti.

Il sequestro ha un valore complessivo di quasi 11 milioni di euro ed è stato eseguito dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari, in collaborazione con ufficiali giudiziari di Milano, Varese e Monza. La vicenda ha avuto inizio nel 2007, quando la polizia giudiziaria aveva avviato un’indagine per controllare l’erogazione di fondi pubblici destinati alla società per la realizzazione di un impianto produttivo per la tinteggiatura e finissaggio di tessuti in cotone, che aveva sede legale a Milano. Il contributo, pagato dalla Cassa Depositi e Prestiti in tre rate negli anni dal 2000 al 2007, ammontava a 10.948.298 euro ed è stato  interamente percepito dalla società, la quale, a tal fine, ha posto in essere condotte fraudolente quali: acquisto di macchinari usati anziché nuovi; fatture “gonfiate” per accedere a maggiori contributi; costi fatturati per opere murarie già finanziate in precedenza; fittizie attività di apporto mezzi propri; false attestazioni circa il possesso dei requisiti per accedere al contributo.

Informata della vicenda, la Procura ha istruito un fascicolo e i finanzieri di Bari hanno condotto urgenti indagini, anche economico-patrimoniali e bancarie, al fine di valutare la ricorrenza dell’eventuale danno all’Erario. All’esito delle indagini, l’Autorità Giudiziaria contabile ha richiesto ed ottenuto il sequestro di beni (quale garanzia patrimoniale nei confronti dell’Erario), in relazione al pericolo che gli imputati, nelle more della definizione del giudizio, potessero disfarsene. Le parti sono state citate in giudizio per il prossimo 28 febbraio. Nel contempo agli imputati è stata notificata una diffida al pagamento, in solido, della somma citata, oltre agli interessi ed alla rivalutazione monetaria.

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