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Povia e Amato tutto esaurito
Popolo della Famiglia,
convergenza con Beretta?

“Chi comanda il mondo?”. Si è aperto con questa domanda lo spettacolo tenutosi ieri sera al teatro dell’oratorio di San Bernardino; una sala gremita di spettatori che hanno ascoltato il cantautore Giuseppe Povia e l’avvocato Gianfranco Amato, presidente del gruppo “Giuristi per la vita” e fondatore de “Il popolo della famiglia”, riguardo la “dittatura del pensiero unico”.
Parole, quelle dei due showman-relatori che raccontano la libertà e la lotta all’ingiustizia, “concetti che non appartengono alla destra o alla sinistra politica”, che denunciano le lobby, le banche, i poteri forti che ci vogliono “conformi a ciò che serve loro. E a loro serve comandare e fare soldi”.
Il giurista, attraverso molte slides, ha toccato il tema della famiglia “che ha origine ben prima del pensiero cristiano, nella preistoria. Laddove c’è famiglia c’è sempre stata una società pensante e partecipe. Ed ora molti stati, molte ‘dittature’ stanno cercando di eliminarla, come è accaduto in passato, per esempio, nella Russia di Lenin”.
 “Chi comanda il mondo, c’è una dittatura… non puoi immaginare quanto fa paura…oltre che il potere vuole il tuo dolore e dovrai soffrire, e sarai costretto ad obbedire”, queste alcune parole della canzone di Povia, che ha come titolo proprio “Chi comanda il mondo” e che fotografa uno spaccato di modernità che, secondo i relatori, è stata decisa per tutti da chi detiene il potere.
Europa ed euro, politica estera e italiana, unioni civili e religione: tematiche toccate dai due attraverso spiegazioni e canzoni che hanno affascinato il pubblico presente che in più occasioni ha cantato con Povia.
Ma Amato e Povia affermano che ci sia anche speranza, “non tutto è perduto, resta ancora molto da fare. Per questo giriamo l’Italia, per rinfrancare i giovani e dire loro di non mollare”. “E’ meglio fallire che non agire”, recitava un cartello del cantautore sollevato al cielo durante l’esibizione.
Politica locale, dunque, bandita dal palcoscenico dopo la polemica scoppiata le scorse settimane e scatenata da un cittadino che aveva denunciato “Fuori i partiti dalle parrocchie”. La presentazione del candidato sindaco slitta quindi di qualche settimana.
Ma guardando la prima fila del teatro qualcosa, forse, si può intuire: Simone Beretta, candidato sindaco di Forza Italia, Gianmario Donida, coordinatore del partito e Antonio Agazzi, capogruppo di “Servire il cittadino”. Tra il pubblico, più indietro, anche Tino Arpini e Paolo Patrini di “Solo cose buone per Crema”.
Ciò che viene da pensare è che il Popolo della Famiglia voglia aprirsi ad un appoggio in favore di Beretta, rinunciando a un proprio candidato e correndo a fianco degli Azzurri.
Ambra Bellandi

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