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Grana Padano eccellenza
italiana, Baldrighi: 'Quasi
5 milioni di forme l’anno'

Il presidente del Consorzio ospite del Rotary Club Crema
Fabio Patrini. Cesare Baldrighi, Renato Ancorotti

Una realtà che riunisce 130 caseifici tra Lombardia, Veneto, la provincia di Piacenza, con una “coda” nella provincia di Cuneo; 25 milioni di quintali di latte conferiti e lavorati (un quarto della produzione nazionale, la metà di tutto il latte proveniente dalla zona di produzione) che consentono di realizzare quasi 5milioni di forme marchiate “Grana Padano” Dop.

Dati e numeri forniti da Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio Grana Padano, ospite martedì scorso del Rotary Club Crema, di cui è socio. “Il latte è lavorato per il 69 % in caseifici di cooperative di allevatori, mentre la restante parte in aziende di trasformazione. Il Consorzio ha due funzioni principali: il controllo e la vigilanza, dalla stalla al caseificio, con l’obbligo di rispettare il disciplinare del Consorzio per il Grana Dop, con una serie di controlli molto stringenti e capillari” ha illustrato il presidente, che ha poi illustrato in modo preciso e chiaro il processo di trasformazione e la composizione dell’intera filiera.

“Tra le tipologie in maggiore crescita” ha proseguito Baldrighi, “c’è il formaggio grattugiato, con un aumento dell’8,25%”. Un incremento che dovrebbe far salire a 1.320.000 le forme grattugiate in tutto il 2016, circa 100mila in più rispetto allo scorso anno. Ad oggi sono attive solo 30 licenze per il grattugiato e abbiamo al lavoro un ispettore fisso in ogni reparto che lo produce”.
Positive anche le prospettive per quanto concerne il mercato estero: Grana Padano si conferma il prodotto Dop più consumato del mondo e fa segnare nuovi primati nelle esportazioni che, nel periodo gennaio-ottobre 2016, sono aumentate del 7,55% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”.

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