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'Call me by your name',
il film girato a Crema al
Sundance Film Festival

Da Crema a Park City, dall’Italia agli Stati Uniti: il lungometraggio “Call me by your name” di Luca Guadagnino sarà presentato domani al Sundance Film Festival, kermesse dedicata al cinema indipendente promossa dal veterano della celluloide Robert Redford che ha preso il via con fra le montagne dello Utah con la 33esima edizione. Domenica avrà in cartellone il film di Guadagnino, girato l’estate scorsa fra Pandino, Moscazzano e Crema. Motivo di orgoglio, come ha fatto notare su Facebook il sindaco Bonaldi, visto che farà conoscere volti e paesaggi della zona in tutto il mondo.

La pellicola, ispirata all’omonimo romanzo di André Aciman, è una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, e ha scelto il territorio cremasco per girare le principali scene dell’incontro travolgente fra due giovani in un’afosa estate degli anni Ottanta, narrata da uno dei protagonisti a vent’anni di distanza e idealmente ambientata nella riviera ligure.

Il debutto al Sundance segna un lieto fine anche per le polemiche scatenate dai ritardi nei pagamenti da parte della produzione di Guadagnino, la “Frenesy Film”, verso quegli esercizi commerciali cremaschi che avevano offerto servizi di catering allo staff, senza però ricevere il corrispettivo nei tempi pattuiti; non solo, dopo la chiusura del set sembra che una troupe fosse tornata a Villa Albergoni senza preavviso per effettuare riprese aggiuntive in esterna. Tutto risolto ora e a Crema non resta che attendere la proiezione speciale in città di “Call me by your name”.

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