Cronaca
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Maxi-sequestro di droga: 520 kg di marijuana stipata in tre veicoli. Tre arresti

I Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Lodi hanno intercettato un ingente traffico di sostanza stupefacente diretta al mercato lombardo.

Durante una serie di controlli finalizzati alla repressione dei traffici illeciti, disposti dal Comando Provinciale di Lodi sulle principali arterie stradali e snodi del traffico veicolare, una pattuglia in abiti civili e auto di copertura ha intercettato alla periferia di Lodi un insolito convoglio, composto da due autovetture ed un furgone.

Uno degli automezzi era già noto per essere in uso a soggetti contigui ad ambienti criminali locali; inoltre, la colonna di automezzi procedeva con circospezione, lasciando al primo veicolo la funzione di staffetta, mentre gli altri due seguivano con andatura lenta e coordinata.

La pattuglia delle Fiamme Gialle lodigiane ha proseguito a lungo un accorto pedinamento: giunti nella zona industriale di Muggiò (MB), i tre conducenti parcheggiavano gli automezzi nei pressi di un locale pubblico per farvi poi ingresso. Un finanziere, a quel punto, si è avvicinato con accortezza ad una delle autovetture per verificare dai finestrini l’eventuale contenuto e ha notato che l’automezzo – privo dei sedili posteriori – era completamente stipato di panetti di marijuana semplicemente nascosti con una coperta.

I finanzieri hanno quindi circondato la zona e atteso l’uscita dei tre dal bar per procedere al fermo e al controllo di tutti gli automezzi.

Complessivamente il carico di marijuana rinvenuto è stato di 520 chilogrammi, subito sottoposto a sequestro. Si tratta di un quantitativo il cui valore al dettaglio può essere quantificato in circa 5 milioni di euro.

I conducenti degli automezzi venivano identificati nei cittadini albanesi, L.A. 39 anni, residente a Treviglio (BG), P.A. 33 anni, senza fissa dimora, M.F. 28 anni, residente a Cologno al Serio (BG), tutti e tre arrestati in flagranza.

Al termine di tutte le attività, i tre cittadini albanesi sono stati accompagnati in carcere a disposizione della Procura della Repubblica di Monza.

Le indagini proseguono e potrebbero avere sviluppi cremaschi.

 

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