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Sottopasso viale S. Maria,
Regione fa marcia indietro:
niente finanziamento

Regione Lombardia ha comunicato l’impossibilità di assegnare le risorse per il sottopasso ciclopedonale sul Viale di Santa Maria.

Come noto, il Comune di Crema si era classificato all’ottavo posto nel bando regionale Por-Fesr 2014-2020 – Misura Mobilità ciclistica con il Progetto “Sottopasso ciclopedonale in viale S. Maria e percorsi di collegamento: stazione FF.SS – HUB, università e Percorsi Ciclabili di Interesse Regionale (PCIR)”. Il progetto era l’ultimo tra quelli ammessi a finanziamento nella graduatoria regionale: comunicando l’esito del finanziamento il 25 luglio scorso – tre mesi più tardi rispetto a quanto previsto dal bando – la Regione aveva da subito precisato che avrebbe erogato circa il 50 per cento (715.000 euro) del totale accordato (1.439.000 euro). La metà rimanente sarebbe stata finanziata solo dopo la consuntivazione degli altri Enti, individuando in seguito tale scadenza nel biennio 2021-2022.

La fase di concertazione prevista tra Regione e Comune è stata quindi avviata solo dal 18 ottobre 2016: a fronte delle richieste tecniche regionali, il Comune ha dovuto affrontare nel suddetto periodo gli adeguamenti progettuali richiesti, sviluppati con massimo spirito di collaborazione, come attestato sia dalla celerità delle modifiche sia dalla disponibilità nel rinvenire le ulteriori coperture economiche necessarie. Oltre ad un’anticipazione della quota recuperabile solo nel biennio 2021/2022, il valore del progetto era infatti salito dai 2.056.000 euro previsti a un importo complessivo di circa 2.670.000 euro.

Le more del responso regionale e la necessità di coordinare i tempi d’intervento con le esigenze delle Ferrovie hanno condotto alla forzata ridefinizione del cronoprogramma, con termine ultimo del cantiere nel 2021. La scadenza avrebbe consentito sia di avvicinare la fase di realizzazione dell’opera all’effettivo finanziamento della stessa, sia di allineare l’intervento del sottopasso ciclopedonale con la cantierizzazione del sottopasso veicolare per il superamento della barriera ferroviaria. Quest’ultimo è infatti l’opera principale e prioritaria, fulcro del nuovo assetto previsto per l’area nord est, per la quale a febbraio 2017 sarà pronto lo studio di fattibilità commissionato dall’Amministrazione Comunale.

Tuttavia, la stessa Regione Lombardia è tenuta a rispettare i tempi tecnici dettati dalla regolamentazione europea, ovvero la scadenza del 2020 (i fondi in discussione non sono regionali ma arrivano dall’UE): con nota trasmessa al Comune in data 27 dicembre comunica che le “problematiche legate all’iter procedurale/realizzativo dell’intervento” sono “tali da non consentire il rispetto della tempistica della Programmazione Comunitaria”. Il cronoprogramma indicato non risulta quindi compatibile con i tempi stabiliti dalla regolamentazione del finanziamento europeo oggetto di bando; per questo motivo la Regione ci comunica che “non è possibile procedere all’assegnazione delle risorse”.

“Eravamo consapevoli della forzatura nella ridefinizione dei tempi – spiega l’assessore Fabio Bergamaschi – a tale allentamento ci ha indotto una pluralità di fattori che non sono dipesi dall’Amministrazione comunale: tra questi il parziale finanziamento della Regione, che rimandava di un quinquennio il ‘saldo’ del suo contributo, la tardiva comunicazione del conseguimento dello stesso, la maggior complessità del progetto causata delle nuove modifiche richieste durante la fase negoziale con Regione. Abbiamo affrontato gli imprevisti esaudendo quanto richiesto, in termini progettuali e finanziari, ma lo slittamento del cronoprogramma è stato inevitabile. Del resto – ha proseguito -ci siamo cimentati con il progetto del sottopasso ciclopedonale solo in ragione del fatto che era stato emesso un bando e pareva quindi opportuno proporre una progettualità di un’opera che, prima o poi sarà ineludibile, per consentire la continuità sul viale di Santa Maria, una volta realizzato il sottopasso veicolare presso l’attuale parcheggio sterrato di via Stazione, secondo il tracciato del PGT “.

“Il responso regionale non è un fulmine a ciel sereno – aggiunge il sindaco Stefania Bonaldi – la concertazione aveva messo in luce le criticità evidenziate in merito alle tempistiche, con la pluralità di cause che le hanno generate. Oggi abbiamo comunque un buon progetto di sottopasso ciclopedonale (e questo lo dice la graduatoria regionale, non lo diciamo noi), tutto elaborato con forze interne all’Amministrazione, progetto che potremo eventualmente candidare a futuri bandi. Al contempo, avviati i lavori per la riqualifica dell’area della stazione e la realizzazione del nuovo hub per i pullman, concentreremo energie e risorse per la priorità numero uno: il sottopasso veicolare. Nelle prossime settimane decideremo inoltre come allocare le risorse che si rendono disponibili con la rinuncia a questa progettualità. Nell’immediato si libera infatti un importo di quasi 1 milione e 300mila euro, finanziati dalla vendita delle azioni di Lgh, che destineremo ad altri investimenti, previa, ovviamente, la modifica del piano delle Opere Pubbliche”.

“C’è del rammarico, ma ci abbiamo provato, facendo poi tutto il possibile per soddisfare le esigenze regionali emerse in fase di concertazione. Le priorità ora restano l’imminente cantierizzazione di C.Re.M.A. 2020, che, ricordiamo, è stato premiato da Anci come miglior progetto di mobilità sostenibile del 2016; l’esito del bando POR-FESR non compromette in nessun modo l’ultimazione del progetto del sottopasso veicolare né il progetto C.Re.M.A. 2020 nella sua totalità”, ha concluso Bergamaschi.

 

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