Cronaca
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Liceo sportivo: sfiorata un'altra crisi tra scuole cremasche e cremonesi

C’era anche l’istituto Racchetti – Da Vinci di Crema (liceo classico e scientifico) tra i candidati all’attribuzione della sezione di liceo scientifico sportivo che alla fine è stato assegnato al Torriani di Cremona. E’ stato scartato in quanto l’istituto cremasco non dava garanzie di poter sostenere l’avvio dei corsi in totale autonomia finanziaria. In particolare come si legge nel verbale della seduta di Consiglio provinciale del 16 dicembre che ha deliberato l’avvio del liceo sportivo, la scuola non ha “sottoscritto le clausole in ordine alla non determinazione di aggravio di spesa per la Provincia in riferimento alle dotazioni strutturali/ strumentali necessarie e ad altri servizi”. Altro particolare che ha fatto pendere l’ago della bilancia dalla parte di Cremona, l’assenza, nella proposta della scuola cremasca, “di riferimenti a convenzioni/accordi con società sportive, come previsto dall’art. 4 del DPR 52/2013”.

Un nuovo braccio di ferro tra scuole cremasche e cremonesi, dopo la tormentata vicenda dell’istituto Stanga? Riguardo all’agrario, i cremaschi avevano cercato mesi fa di staccare definitivamente i propri corsi da quelli cremonesi creando una direzione autonoma di ambito locale. Operazione non riuscita quest’anno, ma destinata molto probabilmente a riproporsi. Adesso, sull’esclusione del Racchetti – Da Vinci, qualcosa da dire l’ha il dirigente, Celestino Cremonesi: “La Consulta provinciale, deputata a dare un parere obbligatorio seppure non vincolante, si era espressa in modo chiaro, approvando il progetto con 6 voti favorevoli, uno contrario e due astenuti”. E dalla seduta di consiglio provinciale che ha preso la decisione finale, lo scorso 16 dicembre, erano assenti gli esponenti cremaschi Silvia Bonaldi, Giuseppe Lupo Stanghellini e Giuseppe Uberti.

“La Provincia ha insistito sul fatto che l’attivazione avvenisse senza oneri a suo carico – aggiunge Cremonesi. Ma le disposizioni regionali specificavano solo che non comportasse scostamenti in termini di personale, né in esubero né in perdenti posto; nessun accenno ad altri tipi di aggravi economici. E questo abbiamo specificato nella proposta”. La Provincia d’altra parte è alle prese con le note ristrettezze di fondi: per questo, nell’invitare i licei scientifici e delle scienze applicate a presentare la loro candidatura, aveva chiesto un’autodichiarazione in merito al “possesso delle idonee strutture per l’attivazione del percorso, senza oneri aggiuntivi a carico della Provincia in riferimento sia alle dotazioni strutturali e strumentali necessarie sia ad altri ulteriori servizi”. Il Torriani l’ha fatto, addirittura dichiarando che “nel caso fossero necessari ulteriori impianti sportivi per lo svolgimento dell’attività prevista dal corso di studi in parola, la scuola provvederà in autonomia al loro reperimento senza alcun aggravio a carico della Provincia, che l’attivazione e la messa a regime del percorso di “Liceo Scientifico – sezione ad indirizzo sportivo” presso l’I.I.S. “Torriani” non determina aggravio di spesa per la Provincia in riferimento sia alle dotazioni strutturali e strumentali necessarie (aule, arredi, materiali, attrezzature didattiche e di laboratorio, impianti sportivi, …) sia ad altri ulteriori servizi (trasporto suppletivo studenti, …)”.

 

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