Cultura
Commenta

'Collezioni private in mostra' all'ArTeatro del S.Domenico Domenica l'inaugurazione

“Quando abbiamo lanciato l’idea di realizzare una mostra delle opere e dei pittori cremaschi conservate nelle collezioni private ci aspettavamo una risposta positiva, ma non così tanta disponibilità, ricchezza di opere e collaborazione. Ne siamo stati felicemente travolti”. Ha commentato così il presidente della Fondazione Giuseppe Strada, la mostra in allestimento nell’ArTeatro del San Domenico.

La mostra, dal titolo “L’arte cremasca nella prima metà del Novecento” è imponente e ricca: conta 120 opere di pittori del territorio, tra i quali Francesco Arata, Tullio Bacchetta, Amos Edallo, Carlo Martini… “Mi piace pensare al nostro territorio come a un grande scrigno pieno di tesori artistici e memorie storiche – ha proseguito Strada – Ci siamo chiesti se le collezioni private non potessero essere, per una volta, ammirate anche da un pubblico più vasto. Così abbiamo lanciato il progetto”.

La risposta è stata così ampia che la mostra si svilupperà in due tappe: la prima, che sarà inaugurata domenica alle 17, riguarda i pittori della prima metà del ‘900, la seconda sarà allestita tra dicembre/gennaio 2017/2018, con i pittori della seconda metà del secolo scorso.

L’organizzazione della mostra è stata affidata a tre giovani critiche d’arte cremasche riunite in un comitato scientifico, coordinato dal professore di storia dell’arte Dado Edallo. L’allestimento della mostra è stato curato, sempre sotto la guida di Edallo, da alcuni studenti del liceo artistico Munari, all’interno del progetto di alternanza scuola/lavoro, una grande opportunità offerta agli studenti.

“Un ringraziamento di cuore è doveroso a tutti coloro che si sono spesi per l’allestimento di questa bellissima mostra – ha chiosato Strada – Specialmente a chi, generosamente, ha messo a disposizione le proprie opere. Senza questa disponibilità non avremmo potuto conseguire un così importante risultato”.

ab

© Riproduzione riservata
Commenti