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Giornata diritti dei disabili: flash mob in piazza. 'I fondi destinati sempre meno'

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Questo cita l’articolo 3 della Costituzione. Rappresenta uno dei cardini dell’intera Carta che, attraverso il principio di uguaglianza, promuove un’equità sostanziale, creando le condizioni necessarie per consentire a tutti di sviluppare la propria personalità e realizzare le proprie aspirazioni.

Ma la strada, per i diversamente abili, sembra essere, ancora nel 2016, in salita. E’ quanto raccontano i numeri dei fondi stanziati dal Paese per i disabili, come ha spiegato questa mattina Laura Micheli, dell’associazione Papa Giovanni XXIII, durante il flsh mob che ha celebrato la giornata internazionale per i diritti dei disabili.

I contributi per l’assistenza sociale a scuola erano 929.000.000 di euro ed ora sono ridotti a un terzo. Lo stesso vale per i fondi destinati al sostegno delle famiglie, passati da circa 400.000.000 a 300 milioni di euro. L’unico bilancio positivo sembra essere quello che riguarda i progetti per l’autonimia delle persone diversamente abili, ma si tratta di appena 450 milioni di euro, a fronte dei 2 miliardi che sarebbero necessari.

Cifre enormi, come enorme è ancora la distanza che separa i disabili da tante realtà: scolastiche, lavorative, sociali. Realtà che, in vero, dovrebbero abbattere le barriere dell’indifferenza e della diffidenza, che dovrebbero lasciar scoprire il bello della diversità e dell’unicità di ognuno, permettendo così di riscoprirsi, tutti, parte dello stesso gruppo: quello umano.

Dopo il flash mob in piazza Duomo, dove i ragazzi disabili e gli studenti di Pacioli e Marazzi hanno tenuto alto lo striscione con scritto “Art. 3”, si è tenuto un convegno, all’auditorium Manenti, nel quale la dottoressa Elena Passerini, filosofa e pedagogista, ha trattato il tema de “L’inclusione attraverso le regole”; regole che “sono uno strumento che permette e non obbliga”.

Ambra Bellandi

 

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